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Ora anche i droni sottomarini, robot micidiali nei mari del mondo

da Remocontro, 12 ottobre 2021

L’agenzia di stampa russa TASS ha reso noto il 17 settembre che il sistema SARMA, drone sottomarino russo UUV (Autonomous unmanned underwater vehicle), attualmente in fase di sviluppo nel Lazurit Central Design Bureau, sarebbe in grado di navigare e comunicare autonomamente sotto la calotta polare artica per lunghi periodi.
Quindi l’arma subacquea assoluta non avendo bisogno di aria a bordo, come accade per noi fragili umani, ma un semplice «sistema di Alimentazione Indipendente dall’aria». Per il sistema SARMA, ovviamente di costruzione russa.

Drone subacqueo da paura

Un mini sommergibile (per ora), in grado di navigare sott’acqua al comando di uomini ma non a bordo, quindi senza bisogno di aria e di tante altre diavolerie complesse e costose legate alla nostra fragilità umana. Peggio, dal poco svelato da Mosca e da Francesco Ferrante su Analisi Mondo«Il drone subacqueo sarà in grado di operare autonomamente sotto il ghiaccio per un massimo di 3 mesi, trasmettendo dati e ricevendo nuovi ordini e obiettivi», per poi ‘ricaricarsi’. «Il vettore subacqueo autonomo SARMA sarà in grado di immergersi a una profondità di circa mille metri, eseguire autonomamente compiti assegnati per 3 mesi e coprire distanze di oltre 8 mila chilometri».

Mostro marino produzione tra il 2022 e 23

Per noi potenziali futuri bersagli del futuro, rimane solo da discutere sul nome da dare al terrificante armamento marino. «Sebbene non esista uno standard industriale o militare concordato per classificare i veicoli subacquei senza equipaggio, sulla base di classificazioni di veicoli comparabili, SARMA sarebbe considerato un veicolo subacqueo senza equipaggio ad ampio dislocamento (LDUUV)», sempre Francesco Ferrante.

Ma gli Stati Uniti non sono da meno

Mostro mangia mostro e due mostri assieme distruggeranno il mondo. Gli Stati Uniti hanno già in cantiere la contromossa. Si chiama ‘Snakehead’, ed è un UUV (un drone) ‘multi-missione a lunga durata’. È il «più grande UUV destinato all’hosting e al dispiegamento da sottomarini ». Comandato da basi fisse o da sottomarini. Ed è stato designato come ‘Maritime Accelerated Acquisition’. Armamento da realizzare di corsa. I veicoli iniziali saranno progettati per supportare le missioni di Intelligence Preparation. Prima veicoli spia, poi si vedrà sull’armamento.

Armamento solo millantato?

«Lo sviluppo di un sistema di alimentazione per un UUV pone una serie unica di sfide tecnologiche, ma è concretizzabile per una base industriale sottomarina altamente qualificata ed esperta come quella russa», scrive l’esperto. Ma forse la sua realizzazione non è così vicina quanto Mosca vuole lasciare intendere. Poi seguono dettagli tecnici per la maggior parte di noi incomprensibili.

Navigazione e comunicazione subacquea

«Una sfida ancora più grande di quella relativa all’energia, sarà la navigazione e la comunicazione subacquea, impegnativa anche in condizioni ambientali ideali, ma ancora di più nell’Artico, dove la banchisa impedisce in gran parte agli UUV di emergere per ottenere una correzione di navigazione o per trasmettere/ricevere dati e compiti, e dove le condizioni idrologiche dinamiche rendono l’acustica complessa».

Boa di navigazione satellitare

Tra le tante e complesse ipotesi tecnologiche, scegliamo noi quella che ci sembra la più fantascientifica. «Boe ormeggiate o galleggianti ottengono una correzione da una costellazione di satelliti di navigazione orbitanti, come GPS (Stati Uniti), Galileo (UE), BeiDou (Cina) o GLONASS (Russia) e utilizzano la comunicazione acustica per trasmettere attraverso la colonna d’acqua».

In palio le risorse artiche

«La Russia ha piani ambiziosi per sfruttare i ricchi giacimenti di risorse naturali nel bacino artico ma anche per difendere i suoi interessi economici regionali. SARMA avrà un ruolo strategico da svolgere in entrambi gli sforzi». Espandere e difendere, ma di qui al futuro, con la possibilità ancora di ragionarci sopra. Con una certezza politica di fondo.

Mentre sono lontani anni dal dispiegamento operativo, SARMA rappresenta il continuo impegno strategico russo per lo sviluppo di sistemi subacquei autonomi avanzati come strumento per sfruttare e proteggere i propri interessi nell’Artico.

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