Omicron di minaccia virale ancora incerta, colpisce subito le Borse e le prospettive di ripresa

Antonio Cipriani su Remocontro, 16 gennaio 2022

Così la variante Omicron minaccia mercati e crescita. Il crollo delle Borse di venerdì, arrivato come un fulmine, lo testimonia: se questa nuova variante riuscisse a ‘bucare’ la protezione dei vaccini (come si teme sui mercati) e se la sua elevata contagiosità la portasse velocemente in giro per il mondo, allora… Lo scenario da brivido letto da Piero Orteca e la “stagflazione”. Fed e Bce di nuovo in campo?

Minaccia, azzardi e opportunismi

Di questi tempi, manco Nostradamus si sognerebbe di azzardare previsioni economiche “alla virgola”. Eppure sui giornali, nei report delle varie istituzioni finanziarie internazionali e, quel che è peggio, nei comunicati stampa di diversi governi, si leggono cifre e dati che sembrano usciti da un supercomputer della NASA. Numeri che “ballano”, però, sotto la spada di Damocle dell’incertezza e della provvisorietà. Ma il determinismo economico oggi non funziona più. Così, è bastato che mettesse il naso negli affari planetari una nuova variante del Covid, per gettare nel panico tutti i mercati. In pratica, per la proprietà transitiva, tutta l’economia terrestre. Con buona pace degli zero virgola, che i sacerdoti dei santuari finanziari si affannano disperatamente a sommare.

Promesse di crescita in forse

Perché, con la crocetta “+” davanti ai suoi conti, ogni governo diventa efficiente. Beh questa volta, i vari uffici-studio, onusti di gloria e di allori, dovranno aspettare un pochino prima di cantare vittoria. Dato che la pandemia rischia di mandare a gambe all’aria le loro paludate previsioni. E siccome l’economia è fatta di aspettative e la leadership delle scelte non tocca certo a qualche manipolo di ragionieri, non sorprendetevi se i ‘forecast’, le previsioni, possono essere rovesciati come una frittata.

Le Borse da stamane alla verifica

L’indice di Borsa a Milano ha preso una bella botta, perdendo il 4,6%. A New York il Dow Jones è calato di quasi il 3%, mentre, a Londra, l’FTSE100 è crollato del 3,7%. Cali significativi si sono avuti anche nei mercati azionari di Parigi e di Francoforte. In Inghilterra, particolarmente colpiti i settori del trasporto aereo e quello crocieristico. In difficoltà anche il comparto bancario dove i principali gruppi hanno fatto registrare cali azionari fino al 7%. Secondo gli analisti, gli investitori avrebbero ridimensionato le aspettative di un aumento dei tassi di interesse. In sostanza, la Banca d’Inghilterra, di fronte alla prospettiva di affrontare una nuova crisi degli investimenti o di fronteggiare la crescente inflazione, avrebbe scelto la prima ipotesi. Lasciando fermi i tassi, per ora.

Aumento prezzi e ‘stagflazione’

I prezzi aumenteranno di sicuro, ma se il sistema economico non dovesse ripartire ci troveremmo davanti a uno strano fenomeno, già sperimentato in altri periodi, conosciuto come “stagflazione” (stagnazione più inflazione, alta inflazione e crescita bassa o nulla). Adesso bisognerà vedere quanto rapidamente si riuscirà a inquadrare la nuova sfida, posta dalla mutazione “Omicron” del Coronavirus.

Omicron e la sua portata virale

Se la variante che arriva dal Sudafrica dovesse risultare, secondo i primi “rumors”, più aggressiva e, soprattutto, meno “sensibile” ai vaccini fin qui inoculati, si aprirebbero scenari inquietanti. In campo economico, il tanto atteso e sospirato “rimbalzo” dei Pil, quasi sicuramente, si trasformerebbe in un “rimbalzino”. Con tutte le ricadute del caso (negative, è ovvio) riguardanti la domanda interna, l’export, gli investimenti e, in cauda venenum, l’occupazione.

La portata delle sfida della pandemia

Nuove chiusure, lockdown e blindature colpirebbero trasversalmente tutte le infrastrutture, produttive e commerciali. A cominciare da quelle trasportistiche. La crisi energetica si acuirebbe, come quella delle materie prime e i semilavorati ad alto valore aggiunto. Già da un pezzo dura una vera e propria emergenza nel campo dei microchip e dei semiconduttori, indispensabili per i prodotti stornati da molte catene di montaggio. La variante “Omicron” rischia di riportare indietro le lancette dell’orologio di tutto il pianeta. La sensazione è che finora non si sia compreso come questa pandemia sia una sfida mortale, unica nel suo genere. Sicuramente non rischiamo l’estinzione di massa, ma la stabilità del pianeta, quella sì.

La stabilità del pianeta a rischio

E l’economia, purtroppo, diventa la cartina di tornasole, il termometro di errori strategici diffusi, che non possiamo più permetterci. Allora, diciamo che la schizofrenia dei mercati riflette, specularmente, le paure di una umanità che ha perso tutte le sue certezze.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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