Omicron all’attacco, caos nel mondo. Natale con prudenza, a rischio il Capodanno

da Remocontro, 19 gennaio 2022

Gli Stati uniti addirittura in guerra: «Vaccinarsi, è un dovere patriottico», l’appello di Biden. Gran Bretagna, dilemma sul chiudere quasi tutto, e niente fuochi sul Tamigi. Europa in massimo allarme con restrizioni più o meno severe. Alcuni Stati nel cuore dell’Europa vedono la curva epidemiologica girare verso il basso ma dopo settimane di lockdown. Mentre il vantaggio italiano si assottiglia e rischiano di saltare tutti gli eventi di piazza.

Natale con prudenza e niente Capodanno festaiolo

Nessuna decisione ufficiale, ogni regione e città in autonomia ma tutti assillati dallo stesso dubbio: eventi pubblici e di piazza per fine anno o no? Omicron non risponde, ma silenziosamente minaccia. Fino a un mese fa, l’illusione di poter tornare ad affollare gli spazi pubblici e il rito collettivo, del brindisi in piazza per festeggiare il nuovo anno. Il problema è che l’anno 22 del dopo 2mila si presenta più minaccioso che mai.

Un elenco infinito e contradditorio

Paesi anche lontanissimi dove il superveloce Omicron è arrivato prima di ogni cautela a contagiare a raffica e riempire gli ospedali, dove ci sono. Omicron corre ma forse ammazza meno. Certamente se sei vaccinato, soprattutto col richiamo o terza dose. A rincorrere un po’ di notizie dal mondo scopri tutte le possibili contraddizioni del momento. Invito a cena in un ristorante a Oslo finito con 150 contagiati. Gli esperti britannici –con buona pace del riottoso Johnson: “Serve un nuovo lockdown”. Spettacoli di Broadway cancellati a causa della variante Omicron. Lo scienziato che ci predice una nuova dose ogni anno. E anche il calcio si arrende: annullate metà delle partite. Premier League verso lo stop.

Il mondo in guerra: Italia

Bollettino del 21 dicembre, ieri: 30.798 nuovi casi, mai così tanti quest’anno. I morti sono 153 rispetto ai 137 di ieri, mentre sono 25 in più i letti occupati nelle terapie intensive e 280 quelli nei reparti di medicina. Boom di contagi in Lombardia che da 2.576 balzano di colpo a 8.292. Anche in Friuli Venezia Giulia i casi raddoppiano da 234 a 515. In attesa delle decisioni annunciate dal governo per domani, il numero di contagi continua a salire. E anche la situazione negli ospedali scricchiola. In Lazio, Piemonte e Lombardia, oltre alle 7 regioni già in zona gialla, i malati di Covid riempiono almeno il 10% dei posti di terapia intensiva.

Resto del mondo: Europa

Il green pass per viaggiare all’interno dell’Europa avrà validità di 9 mesi dal completamento del primo ciclo vaccinale, ha stabilito ieri la Commissione Ue. La nuova regola, in vigore dal primo febbraio, è vincolante per tutti gli Stati membri. Non è stata ancora determinata la durata del certificato dopo la terza dose. in Ordine sparso sulle altre misure per arginare Omicron: c’è chi ha già riattivato le restrizioni più impopolari e chi invece prende tempo, «salva» il Natale e rinvia la stretta verso il Capodanno.

Germania
«Niente lockdown prima di Natale». Linea dura, ma gli inasprimenti delle misure in vigore dal 28 dicembre. Le restrizioni per i non vaccinati: entrare solo in supermercati e farmacie, e con un test sui mezzi pubblici e al lavoro. Non ci si può vedere in più di 10 a casa. Tutti gli eventi sportivi si terranno senza pubblico. Non ci si potrà assembrare per salutare il nuovo anno; vietati i fuochi artificiali, chiuse discoteche e club.

Francia
Il governo francese accelera i tempi sul «pass vaccinale», simile al green pass rafforzato italiano, che dovrebbe essere discusso in parlamento entro la prima metà di gennaio. L’incidenza ha raggiunto 545 casi la settimana ogni 100 mila abitanti (ma a Parigi sono il doppio. Ipotesi di rendere obbligatoria la vaccinazione (e non solo il tampone) sui luoghi di lavoro, come in Italia da metà ottobre, ma la versione iniziale del testo ancora non lo prevede.

Gran Bretagna
Niente Capodanno a Trafalgar Square. E il governo traballante di Boris Johnson salvato il Natale ma prepara nuove restrizione per Santo Stefano. Gli esperti avrebbero preferito un intervento più rapido: in tanti settori chiave del Paese manca il personale e non solo per Brexit ma per malattia. Nell’ospedale di St Thomas’s, dove venne curato Johnson quando ebbe il Covid, il 10% di medici e infermieri sono assenti perché positivi e sono stati cancellati tutti gli interventi non urgenti.

Austria
Vienna, dopo tre settimane di lockdown nazionale, finito il 12 dicembre, i contagi sono calati drasticamente: dai 13.000 casi giornalieri di fine novembre a meno degli attuali 2 mila, e restano in vigore restrizioni ferree solo per i non vaccinati. Per chi arriva dall’estero limiti più severi: è uno degli 8 Paesi Ue che prevedono l’obbligo di tampone negativo a tutti i viaggiatori in arrivo da altri Stati dell’Unione, anche se vaccinati, prudenza avviata dall’Italia. Per i non immunizzati, quarantena di dieci giorni.

Olanda
Ristoranti, locali, cinema, musei e teatri chiusi, zero shopping. Gli olandesi a Natale potranno ricevere a casa solo 4 ospiti, due in più che negli altri giorni proprio perché è festa. L’Olanda è l’unico Paese europeo che ha rispolverato il lockdown, dal 19 dicembre fino ad almeno il 14 gennaio. Malgrado l’85% della popolazione abbia completato il ciclo vaccinale. Ma solo il 9% degli adulti ha ricevuto la terza dose, uno dei valori più bassi in Europa. E il clima rilassato verso distanziamento e mascherine.

Spagna
Con oltre il 90% di abitanti over 12 vaccinati e l’uso diffuso di mascherine, la Spagna contava in un Natale più simile a quello del 2019 che a quello dell’anno scorso. Invece l’exploit dei contagi cresciuti del 100% nell’ultima settimana. Tra le misure annunciate: coprifuoco notturno, limite di 10 persone per i ritrovi, chiusura dei locali notturni e capienze dimezzate in ristoranti, negozi, palestre e teatri. Le regole entrerebbero in vigore la vigilia di Natale per 15 giorni, cancellando così anche le feste di Capodanno.

Per Biden vaccinarsi è patriottico

Prima vittima Omicron negli Usa: un uomo sui 50 anni non vaccinato. La variante Omicron dilaga negli Stati Uniti, e ormai rappresenta il 73% dei nuovi contagi, tre casi su quattro, e costringe Biden a parlare alla nazione in diretta tv, lanciando una vera e propria campagna d’inverno contro il virus ma frenando il panico. «Niente panico, non è come nel 2020». Nessun nuovo lockdown che metta a rischio il Natale e la ripresa economica, ma attacco sul fronte della vaccinazione e della diffusione dei Covid test.

L’esercito in campo

Lunedì 254 mila nuovi contagi, mai così tanti da settembre. Minacciosa la rapida diffusione della variante Omicron nel nordest del Paese, la più popolata, con New York che in una sola settimana ha triplicato i casi (il 640% in più nell’ultimo mese). Per far fronte all’emergenza, altri mille militari, medici, specialisti, paramedici e infermieri negli ospedali. Il presidente pensa di ricorrere a una legge di guerra, il Defense Production Act del 1950, per accelerare la produzione dei test che scarseggiano in tutto il Paese.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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