Obbligo vaccino anche per la salute altrui, sentenze Corte europea e nel mondo

da Remocontro, 26 agosto 2021

I giudici bocciano i ricorsi no vax: conta la tutela della salute. La Corte europea respinge il ricorso contro l’obbligo vaccinale presentato da 672 vigili del fuoco francesi. Il sindaco di New York ha imposto l’immunizzazione anti Covid al personale scolastico. Il Pentagono lo farà con i soldati. Israele annuncia terza dose per tutti gli over 30. Italia, nella mensa aziendale serve il green pass per sedersi al tavolo, come al ristorante

La Corte europea boccia i pompieri no vax francesi 

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha respinto la richiesta di ricorso contro l’obbligo vaccinale presentata da 672 vigili del fuoco, professionisti e volontari, francesi. La legge del 5 agosto sulla gestione della crisi sanitaria impone infatti loro l’obbligo di vaccinarsi. I vigili del fuoco avevano chiesto, facendo affidamento sugli articoli che parlano di diritto alla vita e diritto al rispetto della vita privata e famigliare, di sospendere l’obbligo di vaccinazione e le disposizioni che vietano l’esercizio della loro attività per chi non adempie all’obbligo vaccinale.

Stati Uniti, prima New York

Sul sito della City University of New York c’è una scritta che compare in alto: «Per frequentare le lezioni in presenza gli studenti dovranno essere vaccinati». Termine per l’immunizzazione, fine settembre. Rischio di vedersi annullare l’iscrizione. Non va meglio per i professori e tutto il personale universitario. Alla State University of New York docenti e impiegati che non si vaccinano, oltre a dover fare un tampone a settimana, non potranno accedere in alcune strutture dell’Università e ad alcuni eventi. Potrebbero poi non ricevere l’adeguamento salariale per il 2021 né eventuali incentivi di merito. «E tra le conseguenze c’è anche il demansionamento».

I No Vax per schieramento politico

Gli Stati governati dai Repubblicani sono più restii a imporre le dosi. In Arizona, ad esempio, il governatore ha vietato alle Università di chiedere ai propri studenti la vaccinazione anti Covid. Il governatore del Texas, Greg Abbott, già a fine luglio aveva emesso un ordine esecutivo in cui vietava agli enti pubblici di imporre il vaccino. Al contrario, aumentano gli enti, pubblici o privati, che impongono l’immunizzazione.

Dipartimento Usa della giustizia

Il Dipartimento della Giustizia, a luglio, aveva affermato che non c’erano ostacoli normativi alla previsione dell’obbligo vaccinale per alcune categorie. La decisione più rilevante sul tema è però quella del sindaco di New York, Bill de Blasio. Tutti i lavoratori della scuola dovranno ricevere entro il 27 settembre almeno la prima dose di vaccino. Il provvedimento riguarda 148mila persone e molto probabilmente sarà il primo di una lunga serie in giro per gli Stati Uniti.

Italia, tutela della salute tua e altrui

Il datore di lavoro deve garantire la sicurezza di tutti i lavoratori, come prescrive l’articolo 2087 del Codice civile. Il lavoratore, da parte sua, «deve adempiere agli obblighi previsti a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, e deve prendersi cura della salute propria e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro». Queste le principali motivazioni con le quali i giudici hanno respinto, finora, i ricorsi dei lavoratori sospesi dal servizio o messi forzatamente in ferie perché rifiutavano il vaccino anti Covid. Ed è una linea che è stata seguita non solo per i lavoratori tenuti per legge alla vaccinazione, ma anche per i no vax di settori non coinvolti dall’obbligo vaccinale.

Israele annuncia terza dose per tutti gli over 30

Nel tentativo di arginare la pandemia da coronavirus, Israele ha deciso di offrire una terza dose di vaccino anti Covid a tutti i cittadini al di sopra dei 30 anni. In precedenza il premier Naftali Bennett, aveva dato il via libera alla terza dose per gli over 60 e per i cittadini over 40.

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Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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