Obbligo di pos

L’obbligo di legge c’è, ma ancora privo di sanzioni. Tuttavia una recente sentenza della Corte di Cassazione ha autorizzato il controllo incrociato, tra versamenti e reddito dichiarato, da parte dell’agenzia delle entrate. (nandocan)

***di Massimo Marnetto, 24 marzo 2021 – In via del tutto collaterale (condono), diventa di dominio pubblico che i contribuenti con un reddito fino a 30 mila euro l’anno sono intorno all’80 per cento del loro totale. Ovviamente, in questa enorme quota si mischiano persone in difficoltà ed evasori incalliti.

Una delle iniziative più intelligenti del precedente Governo Conte è stata l’istituzione del cashback e della lotteria degli scontrini, per incentivare l’uso di moneta elettronica, che lascia una traccia fiscalizzabile. Così ora, anche nei mercati ortofrutticoli nessuno si scandalizza se il cliente, ricevendo le buste, porge la carta di credito. Peggio sta andando alla lotteria degli scontrini, per l’ostruzionismo dei negozianti. 

Ora, la destra rappresentante degli evasori vuole azzerare tutto e per coprire il favore ai furbi, nobilita la proposta chiedendo che il risparmio sia devoluto ai commercianti in difficoltà. Credo, invece, che occorra andare avanti nell’uso della moneta digitale, arrivando fino all’obbligo sanzionato per ogni soggetto di avere la “macchinetta” del pos (point of sale)

Non dico che così arriveremmo subito ad espugnare il mitico “idraulico” (ci vorrebbe il conflitto d’interesse fatturazione-deducibilità), ma almeno prosciugheremmo di molto la palude dell’evasione dagli “ipodichiaranti”. Per fare emergere i veri poveri e aiutarli di più. 

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