Notti in bianco

***di Massimo Marnetto, 30 giugno 2021 – C’è chi queste notti non dorme. Non per l’afa, ma perché potrebbe essere tra quelli che perdono il lavoro, con la fine del blocco dei licenziamenti dal primo Luglio. Lo ha deciso il Governo per la forte ripresa della produzione – tranne in pochi comparti – che attenuerebbe l’allontanamento dei lavoratori, tornati ad essere necessari per l’impennata degli ordini.

“Ma non è così — mi dice un amico poco più che sessantenne a rischio lettera – Anche se il mercato è tornato a girare, mandano via noi vecchi a tempo indeterminato, per prendere precari con retribuzioni molto più basse. Così il danno è doppio: metti in mezzo a una strada una famiglia e lasci nel limbo del lavoro a termine un giovane che non farà figli“.

E le norme contro queste sostituzioni? “Fuffa. Basta un buon commercialista e tutto si sistema. E io ci sto male. Mi brucia l’umiliazione che dopo anni di attività devo avere l’ossessione della lettera. Una paura latente che la mattina scaccio col lavoro, ma di notte mi getta nel panico con l’incubo della povertà. E mi fa rivoltare nel letto senza chiudere occhio”. 

 

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