No vax e No pass eversori, perquisizioni e denunce, chat negazionista bersaglio Draghi

Antonio Cipriani su Remocontro, 22 novembre 2021

Perquisizioni in sedici città italiane nei confronti di No Vax e No Pass più radicali affiliati al canale Telegram “Basta Dittatura” legato a Forza Nuova. Gli indagati istigavano sistematicamente alla violenza e all’utilizzo delle armi contro le più alte cariche istituzionali, tra cui il presidente del Consiglio Mario Draghi. Nei loro confronti sono ipotizzati i reati di istigazione a delinquere con l’aggravante del ricorso a strumenti telematici e di istigazione a disobbedire le leggi.

Galassia negazionista strumentalizzata da Forza Nuova

Il canale social «Basta Dittatura» è uno degli spazi web di maggiore riferimento nella galassia dei negazionisti Covid, ma l’ispirazione politica dietro è ben altra. Denunciato già nei giorni scorsi da Repubblica un piano eversivo di Forza Nuova, documentando le sue infiltrazioni nelle piazze No Vax No Pass per reclutare i più violenti e perseguire un piano per sovvertire il Paese e condizionare le scelte dei partiti della destra di governo e di opposizione (Lega e Fratelli d’Italia).

Eversori organizzati e seguaci strumentalizzati

Perquisizioni nei confronti degli attivisti No Vax e No Pass più radicali in 16 città Ancona, Brescia, Cremona, Imperia, Milano, Pesaro Urbino, Pescara, Palermo, Pordenone, Roma, Salerno, Siena, Treviso, Trieste, Torino, Varese). La chat “Basta Dittatura”, già sotto sequestro giudiziario e chiusura per la gravità dei contenuti pubblicati, «nei mesi scorsi aveva raccolto decine di migliaia di iscritti ed era diventato il nodo di collegamento con tutti i principali spazi web di protesta, degradata via via in un persistente incitamento all’odio e alla commissione di gravi delitti».

«Sanno menare, pronti per la fase due»

«Così Forza Nuova li reclutava in chat: “Sanno menare, pronti per la fase due”», denunciano Giuliano Foschini  e Fabio Tonacci. «Un piano portato avanti da Roberto Fiore e Giuliano Castellino, ora nel carcere di Poggioreale per l’assalto squadrista alla Cgil del 9 ottobre scorso e a cui lavoravano da almeno un anno e mezzo». «Una strategia mutuata dalle cellule terroristiche nere del passato, non certo sconosciute ai vertici di Forza Nuova», aggiunge Repubblica.

Infiltrare e fomentare

Strategia eversiva collaudata: »nascondersi dietro sigle apparentemente apolitiche, infiltrare i gruppi, fomentarli, scovarne al loro interno gli elementi più agitati, i più estremisti, disposti allo scontro di piazza». Mentre i dialoghi sulla chat di Telegram «Movimento Umanità Libera» vanno oltre. Discutono (e istruiscono)  su come rimediare un’arma, con istruzioni su come esercitarsi e su come fabbricarsi una pistola con una stampante 3D.

Eversori via Social, come il 6 gennaio a Washington

«Gli indagati –denuncia il ministero degli Interni-, avevano partecipato alla chat istigando all’utilizzo delle armi e a compiere gravi atti illeciti contro le più alte cariche istituzionali, tra cui il presidente del Consiglio Draghi». Obbiettivi ricorrenti sono stati inoltre le forze dell’ordine, medici, scienziati, giornalisti e altri personaggi pubblici accusati di «asservimento e collaborazionismo con la dittatura in atto». Terminologia tradizionale neo fascista aggiornata all’attualità della pandemia.

No Pass ‘bannati’ come Trump

Le indagini sono in corso da diverse settimane con un controllo costante del canale Telegram. Molti dei perquisiti risultavano già noti alle Forze dell’ordine sia per aver aderito a posizioni estremiste sia per precedenti reati, dalla ‘resistenza a pubblico ufficiale’ (reato da piazza), ai più classici reati criminali di furto, rapina, estorsione ed in materia di stupefacenti. Tra gli indagati figurano però anche soggetti incensurati «caduti nella spirale dell’odio online».

Contenuti e toni esasperati

Riferimenti espliciti a “impiccagioni”, “fucilazioni”, “gambizzazioni”, oltre ad allusioni dirette a “nuove marce su Roma” ed al terrorismo. Farneticazioni velleitarie, in gran parte, ma l’avvio su una strada molto pericolosa.  Tra gli identificati ci sono anche soggetti che avevano promosso blocchi autostradali e ferroviari e attivisti protagonisti di aggressioni alle forze dell’ordine nei servizi di ordine pubblico.

L’ipotesi di reato dell’Autorità Giudiziaria, istigazione a delinquere con l’aggravante del ricorso a strumenti telematici e di istigazione a disobbedire alle leggi.

Social usati come arma

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Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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