No Natale Covid e stato d’emergenza sino al 31 marzo. Gran Bretagna, cresce Omicron precipita Boris

da Remocontro, 21 gennaio 2022

Stato di emergenza sanitaria fino a primavera. La decisione al consiglio dei ministri tra oggi e domani. Omicron «ha bisogno» della terza dose di vaccino: forte calo dell’efficacia con due dosi.
Usa “evitate di andare in Italia”. È uno degli avvisi pubblicati sul sito dei Centri federali sanitari degli Stati Uniti: livello di allerta «molto alto»
Gran Bretagna, primo morto da Omicron: «Causa il 40% dei nuovi contagi a Londra». I dati rivelati dal premier Boris Johnson che ora deve rimangiarsi il ‘liberi tutti’ dei mesi scorsi, e con le restrizioni del ‘Piano B’, rischia di finire in minoranza nel suo partito e di essere sostituito.
 Aria di ribellione in casa Tory

Inverno d’emergenza

Il governo pronto ad approvare la proroga dello stato d’emergenza in Italia fino al 31 marzo. Tre mesi, per portarci fuori dalla stagione più fredda. La decisione ufficiale del Consiglio di ministri tra oggi e domani. Accelerazione decisa da Mario Draghi per la nuova situazione della pandemia che colpisce l’Europa e minaccia il nostro Paese.

Stato d’emergenza cosa?

Con la proroga dello stato di emergenza il governo potrà continuare a ricorrere ai decreti che non devono ricevere l’approvazione parlamentare. Durante lo stato d’emergenza, le Regioni possono continuare a firmare ordinanze, lasciando tuttavia le linee guida al governo. Resta in funzione la «cabina di regia» alla quale partecipano i vari governatori. Continueranno le loro attività anche gli organismi creati per far fronte alla pandemia: il Commissario straordinario e il Comitato tecnico scientifico.

Usa, “evitate di andare in Italia”

È uno degli avvisi pubblicati sul sito dei Centri federali sanitari degli Stati Uniti: livello di allerta «molto alto». I Cdc hanno elevato il livello d’allarme a ‘4’, cioè il più alto. Al primo punto si legge: “Evitate di andare in Italia”. Al secondo: “Se dovete viaggiare in Italia, assicuratevi di essere pienamente vaccinati”. E al terzo: “A causa della attuale situazione in Italia, anche i viaggiatori pienamente vaccinati possono essere a rischio di prendere o diffondere le varianti del Covid”.

Ondata Omicron in Gran Bretagna

L’ondata di Omicron sulla Gran Bretagna (‘marea’ la chiama Boris): almeno un morto, il 40% dei contagi causati dalla variante. Prima il ministro della Sanità Sajid Javid ai microfoni della Bbc sui nuovi ricoveri per casi Covid con la variante Omicron. Poche ore dopo il primo ministro Boris Johnson dava notizia del primo decesso: un segno della rapida evoluzione del Covid in un Paese dove nei prossimi giorni si attende l’arrivo di «una nuova ondata».

Crescita esponenziale

«Quello che ora sappiamo di Omicron è che si sta diffondendo a un ritmo fenomenale, qualcosa che non abbiamo mai visto prima, raddoppia ogni due o tre giorni il numero di infezioni», ha spiegato il ministro. «Omicron ha preso piede nel Regno Unito solo nelle ultime tre settimane. Sta già raddoppiando o triplicando ogni due o tre giorni. Di questo passo avremo un milione di infezioni entro fine mese». Con un milione di ipotetiche infezioni da variante Omicron, se l’un per cento venisse ricoverato, ci sarebbero 10mila ingressi in ospedale, fa i conti il Guardian.

Johnson alla corde e ribellione Tory

Johnson alle corde tra nuovo video sulla violazioni del lockdown del Natale scorso e la ribellione Tory. La settimana si prospetta fra le più complicate per il primo ministro britannico. Adesso il rischio è di rimanere vittima di un ammutinamento all’interno del suo stesso partito, ipotesi che evoca tra l’altro precedenti illustri nella Storia dei Tory. Clamorosa la caduta interna di Margharet Thatcher.

Corsa tra vaccino e virus

Nuovi studi nel frattempo confermano i timori legati alle mutazioni del virus. Chi ha avuto Covid-19 durante la prima ondata può essere infettato nuovamente dalla variante Omicron: la capacità degli anticorpi sviluppati dopo l’infezione di neutralizzare la nuova variante è infatti 8,4 volte più bassa rispetto a quella riscontrata contro il virus originario. È quanto emerge da uno studio coordinato dal National Institutes for Food and Drug Control di Pechino e pubblicato su Emerging microbes & infection.

Israele: altri 15 casi

La mutazione intanto continua ad espandersi in tutto il mondo. Israele ha tracciato altri 15 nuovi casi di Omicron nel Paese. Lo ha fatto sapere il ministero della sanità secondo cui il totale è ora arrivato a 67. Di questi 13 non sono completamente vaccinati. Finora, secondo i media, solo 1 dei casi si è ammalato in modo grave ed è stato ospedalizzato.

India, in gara con Usa e Brasile

In India, uno dei Paesi al mondo più colpiti in termini assoluti dalla pandemia ma dove adesso, al contrario che in Europa, l’ondata virale continua ad essere in recesso, la variante Omicron si sta però sempre più diffondendo, secondo l’ultimo rapporto sanitario appena pubblicato online dal ministero della Salute di Nuova Delhi. 475.636 le vittime in India dalla comparsa del morbo, ovvero il bilancio più pesante a livello mondiale alle spalle di Stati Uniti e Brasile.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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