No all’annessione forzata della Cisgiordania – Lettera all’ambasciatore di Israele

Ho inviato anch’io col copia e incolla, questa lettera scritta da Massimo Marnetto. Chi è d’accordo può fare come me o inviarne una analoga (nandocan)

Ambasciatore (designato) Dror Eydar (email: adm-sec@roma.mfa.gov.il )

scrivo perché Benjamin Netanyahu ha rivelato l’intenzione di estendere unilateralmente la sovranità di Israele sui territori palestinesi della Cisgiordania, dove sono presenti gli insediamenti illegali di coloni israeliani. Questa annessione basata unicamente sulla forza creerà reazioni violente e uccisioni di innocenti civili israeliani, come purtroppo è già successo. Non solo: sarà confermato lo “scontro di civiltà” tra mondo arabo e occidentale, che si alimenta proprio delle continue ingiustizie inflitte dal suo Stato agli abitanti dei Territori Palestinesi. Infine, atti violenti come questo fomenteranno l’antisemitismo, in chi non distingue gli innocenti seguaci di una religione, con le prepotenze specifiche dello Stato di Israele.

Ambasciatore (designato) Dror Eydar,
siamo molti in Italia ad augurarci la pace per Israele. Ma da un popolo colto e civile come quello israeliano ci aspettiamo che aggressioni e furto di terra inflitte ai palestinesi siano sostituite al più presto da soluzioni lungimiranti basate sul rispetto e il dialogo. Perché poi i prepotenti rimangono senza amici.

Con vigilanza democratica,

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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