No al quinto quesito

***di Massimo Marnetto, 31 agosto 2021 – Se viene approvato il quinto quesito dei referendum sulla giustizia, si potrà ricorrere al carcere preventivo solo se si dimostri il “concreto e attuale pericolo” che il soggetto reiteri “gravi delitti con uso di armi o di altri mezzi di violenza personale”.

E’ un po’ come dire che si può fermare un piromane solo se imbraccia un lanciafiamme, ben sapendo che molto più spesso si usano i fiammiferi. Infatti, per i maltrattamenti in famiglia, difficile che un marito violento usi un bazooka; gli bastano i pugni con cui pestare moglie e figli. I truffatori di anziani non si fanno aprire la porta col mitra spianato, ma con gentili inganni. Il fidanzato che si vendica dell’abbandono pubblicando foto intime con l’ex non butta bombe esplosive, ma mediatiche.

Ecco, per questi motivi, io sono contrario a questo quesito, perché sto dalla parte delle vittime. Che si vedrebbero esposte ai loro oppressori in libertà, dopo la denuncia, in attesa di giudizio. 

Leggi anche:

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: