Neonazisti, estremisti e segregazionisti.I Tg di venerdì 17 maggio

“Lacrime e cinismo, le borse fanno boom” ha titolato ieri il TG4, spiegando come le borse abbiano letto l’omicidio di Jo Cox come un aiuto alla propaganda del No Brexit. Che il fattore emotivo induca nei mercati oscillazioni che hanno ben poco a che vedere con l’andamento dell’economia reale è dato per scontato e fa parte dei limiti del capitalismo finanziario. Anche per questo sarebbe necessario che l’andamento dei mercati fosse orientato e guidato dalla politica, ma quello che i neoliberisti propongono è esattamente il contrario. Può darsi che questa volta se ne avvantaggi la permanenza in Europa. Ma se ad essere ucciso fosse stato un leader del fronte del No, come avrebbero reagito le borse?  E la propaganda politica? E gli elettori ? (nandocan)

***di Alberto Baldazzi – Chi non viene conquistato dall’orgoglio Azzurro – di cui parleremo più avanti –, è il caso Tg1, Tg3, Tg La7, sceglie di tornare in apertura sull’omicidio della deputata laburista Helen Cox. Oltre a segnalare l’atteggiamento trasversale di tutte le forze politiche britanniche che hanno deciso la sospensione della campagna referendaria anche per la giornata di domani, alcune testate approfondiscono l’identità dell’assassino; uno “spostato”, certo, ma saldamente legato ai movimenti neonazisti e segregazionisti americano e sudafricano.

Tg3 è quello che riporta a galla i numerosi casi in cui il neonazismo negli ultimi anni ha fatto vittime in America come in Europa: Atlanta negli Stati Uniti, Breivik in Norvegia ed oggi in Gran Bretagna. La riflessione che almeno per noi si impone, è che i punti di contatto dei vari estremismi che attaccano la pacifica convivenza, dall’integralismo islamista all’esplosione del razzismo omicida, all’ideologia individualistica che considera “uomo” solo chi è corredato da una colt o da un mitragliatore, hanno molti elementi in comune, anche se si incanalano in solchi apparentemente diversi, se non opposti. Spostando lo sguardo sulle reazioni nel sistema finanziario del Vecchio Continente, l’intuizione se vogliamo “scontata” di Tg La7 di ieri sera torna “in chiaro” su molte testate, dopo aver fatto mostra di sé su tutti i siti di informazione: le borse hanno letto l’omicidio di Helen Cox come un aiuto ai fautori della permanenza della Gran Bretagna nella UE. “Lacrime e cinismo, le borse fanno boom”: questo è il commento nel titolo di Tg4.

Dicevamo dell’orgoglio azzurro, che conquista l’apertura su i tre tg Mediaset ma anche su Tg2, oltre che mezz’ora di spazio su Tg4. Che l’oriundo Eder abbia portato l’Italia agli ottavi dei campionati europei con una giornata d’anticipo fa piacere a tutti. A noi però piace segnalare che Tg1, Tg3 e Tg La7 hanno più correttamente deciso di parlare di calcio nella parte finale delle edizioni.

Una campagna per i ballottaggi mai decollata si spegne nelle ore che precedono il silenzio elettorale. L’unico “condimento” presente sulle testate Rai e più ampliamente su Tg La7 è la scoperta di una mancata comunicazione reddituale della candidata Raggi nella precedente Consigliatura di Roma Capitale. Il Pd attacca e, certo, per le regole del M5S il fatto sarebbe grave, ma fra poche ore calerà il silenzio e, con ogni probabilità, i duri scambi di oggi non avranno effetto sull’elettorato.

La pubblicazione sul sito di un giornale americano di un video relativo alla morte di David Rossi tre anni fa sotto la sede centrale del Monte dei Paschi di Siena permette a Mediaset di riproporre i dubbi relativi al suicidio, che per altro hanno motivato la riapertura della inchiesta. Per i Tg Rai e, soprattutto, Tg La7 i dubbi persistono ma Mentana chiarisce che il video era già in possesso degli inquirenti e “non aggiunge nulla” al giallo della morte del responsabile relazioni esterne di MPS.

Passando agli esteri, Tg La7 dà in diretta la notizia della riconquista da parte delle forze irachene del centro di Falluja. Sempre per gli esteri, Tg4 e Tg La7 segnalano la decisione della Federazione Internazionale di Atletica Leggera di annullare la presenza nei prossimi giochi olimpici della rappresentanza russa per “doping di stato”: un altro elemento di tensione che rimanda ai tempi di quella Guerra Fredda che proprio oggi Renzi a San Pietroburgo ha smentito come realtà e, soprattutto, come prospettiva della diplomazia europea. La trasferta russa del premier italiano è nei titoli per Tg1, Tg5 e TgLa7 e nei servizi per le altre testate Rai, “Pacta sunt servanda”, ha ribadito Renzi parlando davanti a Putin della crisi ucraina, ma le sanzioni sono un armamentario da superare nel tentativo di recuperare buoni rapporti continentali. Per Mentana una manifestazione di real politik, “condita” dal bottino di affari portati a casa dall’Italia soprattutto nel settore energia.

Buono l’approfondimento del Tg2 sulla 60esima vittima di femminicidio in Italia, una tragedia che la testata affronta facendo parlare la figlia di una famiglia distrutta dalla violenza del padre.

Chiudiamo segnalando lo spazio dato dal Tg1 alla dura presa di posizione di Medici senza Frontiere contro le attuali politiche europee di respingimento e l’accordo tra Ue e Turchia. La grande organizzazione umanitaria non accetterà più ipocriti contributi da quegli stati (quasi tutti) che regalano qualcosa per mondarsi la coscienza dalla voglia matta di tenere lontani i profughi senza se e senza ma.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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