Nell’India che bruciando carbone minaccia il mondo, la capitale New Delhi non respira

Antonio Cipriani su Remocontro, 22 novembre 2021

Nel territorio di Delhi, dove si trova la capitale indiana, le scuole resteranno chiuse fino a data da definirsi a causa degli alti livelli di inquinamento che stanno interessando la città da circa due settimane. La dolorosa realtà del dopo ‘COP26’ di fatto boicottata da India e Cina proprio sull’inquinamento atmosferico da centrali a carbone.

Capitale avvelenata nazione infetta

Stop a qualsiasi attività all’aperto per rischio avvelenamento, salvo lavori per la difesa nazionale.  Divieto di accesso in città per i camion, tranne quelli che trasportano beni essenziali, ed è stato raccomandato che almeno il 50 per cento dei dipendenti pubblici e se possibile quelli delle imprese private lavorino da casa. Soltanto 5 delle 11 centrali a carbone attive nella zona potranno inoltre rimanere aperte.

‘Particolato fine’ PM 2.5

Decisioni prese per i preoccupanti livelli del particolato fine in aria, cioè gli inquinanti conosciuti come PM 2.5. Particelle con diametro inferiore a 2,5 micrometri che riescono a penetrare nei polmoni e in alcune circostanze a raggiungere il sistema circolatorio, comportando vari rischi per la salute delle persone. Martedì in alcuni punti della capitale indiana i livelli hanno superato il valore di 400, ritenuto “pericoloso” in una scala che va dallo 0 a 300+, e ben oltre il livello “accettabile” che sta tra il 51 e il 100.

New Delhi al veleno

L’area che circonda New Delhi è da anni una delle più inquinate al mondo, in parte per il traffico causato dagli spostamenti dei suoi oltre 20 milioni di abitanti, e in parte per gli incendi con cui i contadini bruciano i residui della mietitura nei terreni agricoli che la circondano. Oltre alle emissioni inquinanti prodotte dai trasporti, dalle industrie e dai roghi nelle zone agricole, a far aumentare i livelli di inquinamento nell’aria ci sono stati anche i festeggiamenti del Diwali, la grande festa indiana delle luci, che si è celebrata lo scorso 4 novembre.

Fuochi del Diwali, festa delle luci

Come succede praticamente ogni anno, le strade e le case delle città si riempiono di luci e candele, e si scoppiano petardi e molti fuochi d’artificio, creando di conseguenza molto fumo. In queste settimane la situazione è stata aggravata anche dalle condizioni meteorologiche, come la grande umidità e i venti deboli, che non aiutano a disperdere l’inquinamento. Secondo le autorità locali, comunque, nonostante le restrizioni non ci saranno miglioramenti significativi prima di domenica prossima.

LE CITTÀ PIÙ INQUINATE AL MONDO

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