«Negli Usa in arrivo una bufera virale». L’allarme Omicron nel resto del mondo

da Remocontro, 19 gennaio 2022

E’ in arrivo negli Stati Uniti “una bufera virale” a causa della continua diffusione della variante Omicron del Covid. A lanciare l’allarme sono vari esperti di alto livello. Nell’ultimo mese il tasso di mortalità per Covid è salito dell’8%. «In arrivo dati sconcertamenti», l’avvertimento. E Omicron corre velocissimo nel mondo.

Bufera virale

Il coronavirus colpirà milioni di americani, è l’allarme lanciato da Michael Osterholm, direttore del Center for Infectious Disease Research and Policy presso l’Università del Minnesota: «la nuova ‘versione’ del virus potrà colpire milioni di persone a breve. Stiamo davvero per sperimentare una bufera  virale».

Vigilia minacciosa

I ricoveri sono già in aumento con l’inizio delle festività natalizie, e segnali di preoccupazione arrivano da diverse parti: New Orleans richiederà il vaccino ai bambini dai 5 agli 11 anni per entrare nelle scuole pubbliche, nei ristoranti o per altre attività; college e università stanno tornando alla didattica online, mentre a New York chiudono i grandi schow teatrali per contagi nelle produzioni.

«In arrivo dati sconcertanti»

L’allarme Usa condiviso  nel resto del mondo.  Per ridurre la trasmissione della contagiossima mutazione è necessaria «una seria pratica di misure non farmaceutiche, tra cui il distanziamento» per scongiurare quei “dati sconcertanti” previsti da Jenny Harries, a capo dell’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito.  «Omicron è probabilmente la minaccia più significativa per la salute pubblica dall’inizio della pandemia». La diffusione lampo di Omicron che secondo l’Ecdc entro i primi due mesi del 2022 dominerà.

Negli Usa già 16 volte i morti in Vietnam

Proprio sul fronte delle vittime oggi negli Stati Uniti è stata superata la tragica soglia di 800mila vittime, e un modello previsionale dell’Università di Washington prevede un totale di oltre 880mila decessi negli Stati Uniti entro il 1 marzo. Qualcosa di molto simile  alla ‘Bufera virale’ dell’università del Minnesota.  «Tutte morti prevenibili, per Chris Beyrer, epidemiologo alla Johns Hopkins. Perché non sono immunizzati».

Segnali dal resto del mondo

In Russia nel corso delle ultime 24 ore sono stati registrati 28.363 nuovi casi di Covid e 1.142 decessi, come riferito dal centro operativo nazionale anti Coronavirus, ripreso dalla Tass. Secondo l’agenzia statale russa Rosstat più di 537.000 persone sono morte  tra l’aprile del 2020 e l’ottobre del 2021. In Francia il numero di pazienti in rianimazione «dovrebbe superare presto i 3.000 e raggiungere i 4.000 intorno alle feste di fine anno».

Italia un po’ ‘meno peggio’

A sette giorni dal Natale, torna la paura. Ieri, con 28.632 nuovi positivi, è stato il giorno peggiore da novembre del 2020. Il peggiore in assoluto da quando ci sono i vaccini. Le feste trascorreranno con le limitazioni da zona gialla in 7 regioni: dopo Friuli -Venezia Giulia, Alto Adige e Calabria, da lunedì 20 tocca a Marche, Veneto, Liguria e Trentino. E Lazio, Lombardia ed Emilia-Romagna rischiano il passaggio in giallo per Capodanno.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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