Nato sempre più a est in chiave anti Russia per arrivare a cosa?

L’amico e collega Ennio Remondino, nel suo sito RemoContro dove pubblica spesso notizie non facili da reperire sui giornali e in tv, riporta oggi l’annuncio della creazione di 6 nuovi comandi NATO in Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia e Romania. La Nato, osserva, gioca una strana partita dichiarata di prevenzione ma che somiglia alla provocazione. Alla ricerca di che, nel nome di chi, per quali obiettivi? Troppe domande senza risposte mentre la corsa al riarmo prosegue (nandocan)

 Remondino Ennio***di Ennio Remondino, 24 marzo 2015 – Pare si tratti di collaudare un contingente ultra selettivo denominato VJTF, ‘Very High Readiness Joint Task Force’, un nucleo di ‘Altissima prontezza’ o, più marziale ancora, ‘Spearhead, punta di lancia, pronto ad essere impiegato in 48 ore. Minacce di guerra definite ‘ibride’. Per esempio una infiltrazione terroristica su cui intervenire per bloccare la minaccia prima che si arrivi ad una vera crisi. Definizione incerta. Il contingente VJTF affidato alla ‘leadership’ di Germania, Olanda e Norvegia, è basato su una brigata multinazionale di cinque battaglioni con supporti aerei e navali.

Ma questi campioni prontezza hanno allenamenti costanti e costosi. ‘Noble Jump’, dal 7 al 10 aprile in Olanda e Cechia e, più interessante, dal 9 al 19 giugno in Polonia occidentale, col dispiegamento di truppe provenienti da Germania, Olanda, Cechia, Norvegia ed altri, in risposta ad uno scenario di crisi. L’Ucraina è da quella parti, e anche la Russia. Lo scorso febbraio il Segretario Generale della NATO Stoltenberg, nel comunicare la creazione del VJTF con una forza terrestre iniziale di 5mila uomini ha anche annunciato che la forza complessiva verrà portata a 30mila uomini entro il 2018.

Ma, più importante, è stata anche annunciata la creazione di 6 nuovi comandi NATO in Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia e Romania, e l’invio di esperti in Georgia in vista dell’ingresso di questo paese nella NATO. Tutto attorno ai confini più sensibili della Russia. Prevenzione oppure provocazione, a scelta. Nel frattempo, le forze statunitensi dell’United States European Command hanno dato l’avvio alla ‘Austere Challenge 2015”, mentre è ora in corso la ‘Dragoon Ride’, la prima volta con forse armate di Estonia, Lituania e Polonia, e passaggio in Lettonia. Gli impauriti baltici.

La Federazione Russa non ha gradito, anche perché è giunta notizia della decisione americana di inviare proprie truppe in Ucraina. Secondo una nota del Ministero della Difesa infatti, entro aprile, circa 290 paracadutisti della ’173 Airborne Brigade’ di Vicenza verranno inviati all’International Peacekeeping and Security Center di Yavoriv, in Ucraina, per addestrare 6 compagnie della Guardia Nazionale. Assieme ai propri militari, gli USA invieranno anche vario materiale di equipaggiamento tra cui giubbetti anti-proiettile, visori notturni e radio, per un costo di circa 19 milioni di dollari.

Altre Fonti : Analisi difesa

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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