Messaggi subliminari

Messaggi subliminali da campagna elettorale. Dove non è difficile capire che Massimo tifa per Zingaretti (nandocan)

***di Massimo Marnetto, 15 maggio 2o019 – Zingaretti (PD) – Non rompetemi le scatole con la futura alleanza con i 5 Stelle; adesso non lo posso dire, ma dopo la farò. Renzi? Ci penso dopo il ricambio dei parlamentari con le elezioni politiche, perché non posso cacciare lui e tenermi i suoi. Oliverio? De Luca? Pomicino? I voti adesso non puzzano; poi vediamo.

Di Maio (M5S) – No, non sono amico del PD, quindi se siete elettori che venite dal quel partito, non ci tornate, perché è sempre lo stesso di Renzi. No, non sono amico della Lega; li sfruttiamo solo per fare cose che piacciono a noi. Sì, siamo molto diversi, ma appena il PD si sistema meglio, facciamo cadere il governo e Fico lo rifà con loro, ma sempre con un contratto (pecché cà nusciuno è fesso…)

Salvini (Lega) – Ciao Nord, vi blocco i baluba e vi lamentate perché do confidenza ai terroni? Ma volete la tassa piatta o no? E allora zitti e votatemi, ché poi sfondiamo il limite del 3 per cento del deficit pubblico e torniamo a vivere alla grande, case chiuse comprese.

Meloni (Fratelli d’Italia) – Pssss…. sono sempre fascista, ma non lo posso spiattellare, sennò i vecchietti si spaventano e tornano da Berlusconi.

Berlusconi – Sì, non sono più quello di una volta, ma prima di morire voglio fare un giro con un governo di destra, legalizzando evasione fiscale, corruzione e mafia, le uniche cose che fanno girare la grana al Nord. Poi se si ammazzano al Sud, gli facciamo vedere Montalbano.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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