Merkel e Draghi chiamano Sputnik. Scossa pragmatica sull’Europa

da Remocontro, 20 marzo 2021

Sputnik si avvicina: Merkel pronta a fare da sola. Scossone alle esitazioni Ue e l’Italia approva. In caso di approvazione da parte dell’Agenzia europea del farmaco, la Germania è pronta a ordinare il vaccino russo Sputnik V anche senza un ordine d’acquisto a livello europeo. Poi le dichiarazioni nette di Mario Draghi a ribadire la necessità di pragmatismo sul fronte della sfida vaccinale.

Vaccino russo oltre le esitazioni dell’Unione

Agenzia Ansa. «Sono dell’opinione che qualsiasi vaccino autorizzato dall’Agenzia europea per i medicinali dovrebbe essere utilizzato nell’UE». Ed Angela Merkel avverte la concittadina Ursula Von der Layen a capo di un troppo esitante governo Ue ( o forse erano d’accordo per la spinta):  «preferirei un ordine dall’UE ma se questo non accadesse (…) allora la Germania dovrebbe agire per se stessa ed è quello che faremmo».

Terza ondata e la Germania trema

Germania  in piena terza ondata da coronavirus, e ormai a 95,6 infetti ogni 100mila abitanti negli ultimi sette giorni, e una campagna vaccinale ancora lenta, neanche il 9% ha ricevuto la prima dose e un altro 3,5% la seconda, Angela Merkel è decisa a tutto. E dopo avere sventolato da sempre la bandiera europea per i vaccini, ora è pronta giocarsi la carta russa anche a costo di rompere l’unità Ue, segnala  Tonia Mastrobuoni su Repubblica.

E non è la sola ad avere tentazioni

Mario Draghi sta con lei: coordinamento europeo come prima strada, altrimenti si fa in maniera diversa. Anche su Sputnik, a maggior ragione. «Anche noi siamo pronti a fare da soli sul vaccino russo», dice il premier rispondendo alle domande dei cronisti nella sua prima conferenza stampa da quando è a Palazzo Chigi. «Bisogna essere pratici, si cerca di stare insieme ma qui si tratta della salute, se il coordinamento europeo funziona bisogna seguirlo, se non funziona bisogna andare per conto proprio».

Sveglia Ue e un po’ di ‘sovranismo europeo’

«Si tratta di affrontare una economia in stato di emergenza, il tempo delle grandi scelte economiche appartiene alla normalità e spero che arrivi presto ma ora non c’è – dice il premier – Il mancato rispetto degli accordi va punito». «Il coordinamento europeo è la prima strada da cercare sui vaccini. Se l’Ue prosegue su Sputnik bene, sennò si possono vedere altre strade».

Germania Italia verso lo Sputnik

Quindi, se l’Ema darà l’ok a Sputnik, con la Germania ci sarà anche l’Italia nel gruppo dei paesi europei che lo acquisteranno, se non ci sarà un’iniziativa comune europea in questo senso, segnala Angela Mauro sull’HuffPost. Accenni di ‘Sovranismo europeo’, «A due giorni dall’attacco di Joe Biden contro il capo del Cremlino (“Un killer”), ma soprattutto l’inaccettabile ‘divieto Usa’ al gasdotto russo tedesco Nord Stream. E Angela Merkel esce allo scoperto». 

E ora il fronte vaccini sfida proprio gli Stati Uniti, il partner privilegiato che Bruxelles dice di aver scelto per vincere la sfida del covid.

Articoli recenti:

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: