Matrimonio, istituzione obsoleta?

***di Massimo Marnetto, 11 settembre 2021 – Ha ancora senso il matrimonio? Convivenze preventive e separazioni successive mettono in discussione un vincolo, che per secoli si è voluto indissolubile e sacralizzato da riti religiosi. Certo, l’esigenza di prole – e quindi di continuità sociale – è innegabile, ma una volta messi al mondo dei figli, la funzionalità del matrimonio “eterno” – ai fini sociali – cala di importanza; e la motivazione affettiva della coppia può completamente mutare.

Sarebbe allora il caso di aggiornare questa istituzione. Magari prevedendo un vincolo decennale rinnovabile, che consideri non più normale un vitalizio affettivo, ormai rivelatosi obsoleto rispetto al crescere di separazioni e divorzi. 
Nessun partito si azzarda a proporre alternative al “sì eterno”. Si troverebbe contro tutte le religioni monoteiste e il perbenismo militante.

Ma rendere “a tempo determinato” la relazione di coppia avrebbe il vantaggio di cercarne il senso a scadenze fisse, senza esporla all’usura della routine. Insomma, un tagliando degli affetti che può determinare separazioni non traumatiche o gioiose riconferme. Ma mai convivenza inconsapevole.

Breve considerazione di nandocan:

Una volta messi al mondo i figli bisognerebbe anche mantenerli, curarli, educarli e tener conto della loro “motivazione affettiva” oltre che di quella propria o del coniuge. O no?

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