Liceali in strada contro l’illegalità per il “Piccolo atlante della corruzione”

Se da oggi vi capiterà di incontrare qualche giovane liceale che vi proporrà di rispondere a un questionario sulla corruzione, rispondete per favore. Anche se non avete mai ricevuto l’offerta di una tangente e tantomeno un avviso di garanzia, qualcosa da dire l’avrete certamente perché gli studenti intervisteranno solo le categorie più sensibili: “…e speriamo che raccontino il vero”, hanno detto i giovani riuniti ieri in un’assemblea all’auditorium dell’ANMIG di piazza Adriana. Ma le domande – è stato precisato – indagheranno “un problema culturale, prima che giudiziario”. Accade da stamani a Roma, nei municipi I, X e XII. Coordinati da Libertà e giustizia con la collaborazione dell’Associazione nazionale magistrati, duecento studenti liceali esploreranno i quartieri delle loro scuole: Gullace Talotta,Peano,Plinio Seniore e Tacito. Altrettanto faranno gli studenti del liceo Alberti di Minturno, in provincia di Latina. I particolari nell’articolo che segue, tratto dal sito “La Repubblica siamo noi”. (nandocan).

di Anna Serafini, 9 gennaio 2014 – “Un progetto concreto di pubblica utilità” volto a indagare “un problema culturale prima ancora che giudiziario”: quello della corruzione…..Dall’indagine nascerà il “Piccolo atlante sulla corruzione”, un vero e proprio documento pubblico che verrà depositato presso municipi e giornali. Domani il via ai lavori, che dureranno fino a marzo. Il report migliore riceverà una borsa di studio patrocinata dall’Anm, l’Associazione nazionale magistrati.

I grintosi adolescenti – radunati stamattina all’Auditorium dell’Associazione nazionale fra mutilati ed invalidi di guerra – sono già “pronti a scendere in strada”. All’incontro-confronto con gli studenti, hanno partecipato Mario Palazzi, sostituto procuratore presso la Procura di Roma, Alberto Vannucci, docente di Scienze Politiche dell’Università di Pisa e Federica Angeli, giornalista di Repubblica.

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“L’obiettivo dell’iniziativa è quello di far entrare i giovani in contatto con il problema della corruzione: comprenderanno la natura, le dimensioni, le dinamiche e le conseguenze dell’allarmante diffusione del fenomeno e impareranno a riconoscerlo, evitarlo e denunciarlo” spiega Beatrice Ravaglioli del coordinamento LeG. I ragazzi, in dettaglio, interrogheranno con un questionario le figure più esposte, dai pubblici ufficiali agli operatori ecologici, dai lavoratori di poste e banche a quelli nei mercati rionali, per ricostruire con i cittadini stessi una mappatura del fenomeno sul territorio di competenza. Oltre 600 i questionari assegnati alle cinque scuole: alla raccolta dati ne seguirà l’analisi, poi lo studio di un episodio di corruzione emerso nel quartiere. Quale sia (stata) la trattazione giornalistica, a che fase processuale si trovi il caso selezionato, il ruolo della difesa: sono queste le prospettive da cui si guarderà la vicenda. Docenti universitari, pubblici ministeri, avvocati, giornalisti, faranno da guida.

“Siamo molto interessati a questo progetto che ci apre alla conoscenza di ciò che è legale e ciò che non lo è”, ha commentato Riccardo Giovinazzi della IIIa del Plinio Seniore. Il suo compagno, Andrea Cutini Calisti gli dà man forte: “Abbiamo scelto noi di partecipare a questo progetto, nessuno ci ha obbligati, lo abbiamo in un certo senso voluto”. Alessandro Mazzelli, invece, parla delle aspettative: “Credo che qualche intervistato potrebbe impaurirsi di fronte al questionario, qualcuno potrebbe non essere del tutto sincero… ma la nostra speranza è che venga fatto nella verità”.

 

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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