L’Europa si infrange contro i muri. I Tg di mercoledì 13 aprile

***di Luca Baldazzi – In una giornata piena di notizie, Tg1, Tg3 e Tg4 dedicano le aperture al tema dei rifugiati. Che siano le parole del Presidente Mattarella, le ruspe attive sul valico del Brennero, le paure per le prospettive di grandi flussi nella rotta libica, l’attenzione ai nuovi scontri di questa mattina ad Idomeni o la prossima visita di Papa Francesco all’isola di Lesbo, il dramma dei migranti occupa su tutte le testate titoli e servizi. Tg1 e Tg3 viaggiano con i rifugiati sui treni diretti al Brennero, mentre Tg4 indaga sull’origine degli ingenti flussi migratori africani. Al di là dei tanti fronti caldi singolarmente presi, la riflessione condivisa è che, nonostante le proteste arrivate da Bruxelles contro la scelta unilaterale dell’Austria, a rischio non ci sia più la sola libera circolazione ma la stessa essenza dell’Unione Europea che, come denuncia Mentana, “si sta liquefacendo” infrangendosi sui nuovi muri.

Titoli per tutti e aperture su Tg2 e Tg La7 per l’appuntamento con i social del presidente Renzi, dopo il passaggio della legge costituzionale. Tg3 registra i distinguo interni al Pd (la minoranza vuole cambiare l’Italicum, Renzi dice “no”), mentre le opposizioni si concentrano sul referendum antitrivelle di domenica. La dichiarazione del premier che vorrebbe la legge sulle unioni civili approvata entro aprile, sfugge ai Tg delle 20 ed anche a Tg2. Sempre per la politica, grande interesse sul futuro del Movimento e su di un eventuale, forzato, ritorno in campo di Beppe Grillo. Tg1 raccoglie intervento di Dario Fo dopo la visita alla camera ardente di Gianroberto Casaleggio.

Per la pagina economica il rimbalzo delle borse trainato dagli indici bancari grazie al fondo Atlante fa coppia nei titoli con la notizia del via libera al part-time pre-pensionistico (titoli per tutti eccetto Studio Aperto). Grande attenzione da parte di Tg4, che dedica due buoni servizio su entrambi gli argomenti, mentre Tg2 ospita lungamente in studio il ministro Poletti, incalzato efficacemente su molti temi dolenti (esodati e pensioni di reversibilità).

La dichiarazione del generale-presidente egiziano Al Sisi che continua a negare ogni coinvolgimento dei suoi servizi con l’uccisione di Giulio Regeni, parlando oggi di azioni compiute da “malvagi”, vengono registrate nei titoli di tutte le testate (primo servizio per Tg4 per “l’ennesimo depistaggio ed insulto all’Italia”) così come i suoi attacchi all’informazione locale, colpevole di aver “scatenato la crisi tra Italia ed Egitto”.

Alle foto circolate ieri di una sorridente Doina Mattei su Mediaset (nei titoli) e Tg1 (servizio), rumena in semilibertà dopo 9 anni di carcere per l’omicidio di una giovane romana, e che avevano fatto indignare i parenti della vittima, seguono oggi la reazione del ministro della Giustizia Orlando e la decisione del giudice di revocare la semilibertà alla donna (titoli per i Tg Mediaset e servizi per quelli Rai).

Segnaliamo in chiusura l’apertura del Tg5 che, accantonando politica ed esteri, dedica la copertina e prima parte dell’edizione a diversi casi di malagiustizia (vicende Gulotta e Doina) e malasanità (ospedale Cardarelli di Napoli).

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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