Lettura, meditazione e contemplazione nell’esperienza mistica

*di Giovanni Lamagna, 29 settembre 2021


Non ci sono dubbi che anche in un percorso di mistica laica la meditazione occupi un posto ed una funzione importanti.

Qui, però, chiarisco subito, non mi riferisco alla meditazione come la intendono le mistiche orientali, per le quali la meditazione è piuttosto quella che noi occidentali definiamo “contemplazione”. La contemplazione secondo la mistica occidentale è uno stato di silenzio assoluto, di momentanea solitudine, di sospensione dei pensieri che tendono normalmente ad affollare la nostra mente. Momentaneo distanziamento dalle emozioni e dalle sensazioni che di solito intasano il nostro animo, per concentrarsi in uno stato di profondo abbandono al Mistero di Dio (per la mistica religiosa) o del Cosmo che ci circonda (per la mistica laica). Ciò che le mistiche orientali chiamano, appunto, “meditazione”.

In questo brevissimo saggio, invece, io per “meditazione” (“meditatio”) intendo ciò che ha inteso storicamente il filone della mistica occidentale, alla quale ovviamente mi sento più vicino perché è più affine alla mia sensibilità culturale.

Ovverossia una situazione nella quale, a partire da una lettura (“lectio”) – cosiddetta “edificante” per il nostro spirito (quindi non solo per la nostra intelligenza e i nostri pensieri, ma anche per le nostre emozioni e i nostri sentimenti) – siamo stimolati ad elevarci. A fare propositi buoni e positivi di comportamento. A discernere tra varie opzioni per scegliere quelle migliori per la nostra vita. In altre parole a trascenderci, cioè a “superare” noi stessi, ad evolvere, per realizzare il nostro potenziale umano (per alcuni – coloro che hanno fede nell’esistenza di un’entità sovrannaturale e di una vita post mortem – anche divino).

Meditazione come introiezione profonda di ciò che leggo

La meditazione (“meditatio”), per la mistica occidentale e per come la intendo io, si pone quindi come anello di congiunzione tra la semplice lettura (“lectio”) e la contemplazione (“contemplatio”). Ovviamente non una lettura qualsiasi, di semplice svago, divertissement, di piacere emotivo o intellettuale, ma una lettura che, come ho detto prima, si propone di elevare il nostro spirito.

Meditazione è in altre parole una introiezione profonda di ciò che leggo, che mi aiuta, mi stimola, mi porta, quasi naturalmente, anzi quasi come esito obbligato, verso la contemplazione.

I libri utili per la meditazione

Tra le letture, che io trovo particolarmente utili per la meditazione dal punto di vista di una mistica laica, metto le biografie di personaggi, noti o meno noti, che possiamo considerare come dei veri e propri maestri. Non tanto o non solo maestri di pensiero, ma anche e soprattutto di vita per noi (così come per i mistici religiosi è la lettura delle “vite dei santi”).

A seguire metterei poi le riflessioni o, meglio, le meditazioni scritte da persone che hanno vissuto in prima persona esperienze che possiamo considerare di tipo mistico e che ce ne indicano quindi la via, il sentiero, mostrandocene un possibile percorso, che potrebbe essere, almeno in parte, valido anche per noi.

Infine, i libri di psicoanalisi o di psicologia in genere che possono aiutarci a capire sempre meglio come siamo fatti, soprattutto come funziona la nostra psiche (i mistici classici, quelli religiosi, qui avrebbero adoperato il termine “anima”), in modo particolare nelle nostre relazioni con gli altri.

In quest’ultimo caso, i libri che ci insegnano ad entrare sempre più in contatto con il nostro Io più profondo e nascosto. A coglierne gli inganni e le rimozioni e possibilmente superarli. A coltivare l’interesse, l’ascolto, il rispetto, la compassione, la solidarietà. In altre parole – concretamente, praticamente e non solo astrattamente e retoricamente – l’amore per gli altri.


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