Letta: la legge elettorale “PRIMA di ogni altra cosa”

legge elettoraleSottoscrivo il commento di Piero Filotico all’impegno di Letta e informo che ieri sera, al circolo Pd di Roma centro storico è stata approvata su mia proposta, la seguente mozione (nandocan):

Gli iscritti al circolo PD di Roma-centro storico, riuniti in assemblea il 2 ottobre 2013,

  • preoccupati dall’eventualità tutt’altro che remota di un ritorno obbligato alle urne prima che il Parlamento abbia provveduto al superamento della normativa incostituzionale tuttora in vigore con il cosiddetto Porcellum;
  • consapevoli che il lungo percorso di riforme istituzionali avviato dal governo Letta non consentirebbe comunque di provvedere per tempo con l’ipotizzato raccordo con le riforme medesime;
  • richiama l’attenzione del Parlamento sulla necessità di varare subito una normativa elettorale che consenta di poter affrontare l’eventualità di tornare alle urne in qualsiasi momento con una legge rispettosa delle scelte dei cittadini;
  • sollecitano dirigenti ed eletti del Partito Democratico a destinare fin dalle prossime settimane a tale obbiettivo un’attenzione e un impegno adeguati ai gravissimi danni che produrrebbe sicuramente un ulteriore ritardo”.

 

da Piero Filotico, 3 ottobre 2013 – Dal discorso di Enrico Letta di oggi al Senato:

“Questa volta ce la possiamo fare; possiamo costituire istituzioni funzionanti e,prima di ogni altra cosa, scrivere, come sta avvenendo qui in Senato, presso la Commissione affari costituzionali, in quanto è materia tipicamente parlamentare ed il Governo è rispettoso dell’iniziativa del Parlamento, una legge elettorale in grado di restituire il diritto di scelta ai cittadini, di consegnare al Paese vincitori e sconfitti, di mettere chi vince nelle condizioni di governare davvero, fuori dalle polemiche per il bene dei cittadini e con il coinvolgimento di tutte le forze politiche dentro e fuori la maggioranza.”

Il Governo, dunque, intende sostenere e accompagnare attivamente il percorso parlamentare (che oggi, con la procedura di urgenza in atto qui al Senato, è un procedimento concreto) di modifica dell’attuale legge elettorale sia in previsione di una possibile pronuncia della Corte costituzionale sia per evitare il rischio che il Paese possa tornare al voto con l’attuale legge, che toglie ai cittadini il diritto di scegliersi gli eletti e che porta maggioranze diverse, come capita questa volta, nelle due Camere.

Quindi, e credo di aver capito bene, PRIMA la legge elettorale e POI le riforme costituzionali; la legge andrà poi eventualmente  rivista in base alle scelte di modifica costituzionali in materia di forme di Governo e bicameralismo.”

Molto bene Presidente. Tuttavia mi permetta di dirle, senza offesa, che le crederò solo DOPO aver visto approvata la legge elettorale PRIMA delle proposte di riforma della Costituzione.  E POI si discuterà anche di queste, conNOI, i cittadini elettori, il popolo sovrano.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

gtag('config', 'GTM-K2KB4MR', { 'send_page_view': false });
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: