Legge sul conflitto di interessi addio

GiuliettirightCosì, la mancata regolazione del conflitto di interessi, quello che i deputati del Pd all’opposizione avevano più volte deprecato come un gravissimo errore del centrosinistra al governo, da non più ripetersi, è stato ripetuto perfino con la  versione parziale e minore proposta da un moderato come Tabacci.  La legge del 1957 sull’ineleggibilità dei titolari di concessioni pubbliche deve continuare ad essere considerata ambigua e perciò inapplicabile. Sennò a che servirebbero le larghe intese? (nandocan)

****di Giuseppe Giulietti, 7 marzo 2014 – Come era largamente prevedibile la Camera ha deciso di respingere tutti gli emendamenti che tendevano non a risolvere, ma almeno ad attenuare gli effetti del conflitto di interesse sul regolare svolgimento delle competizioni elettorali.

I parlamentari di Sel, a cominciare dal capogruppo Gennaro Migliore, quelli di 5 stelle, alcuni deputati del gruppo misto, da Pisicchio a Tabacci, hanno presentato delle modifiche di assoluto buon senso e relative, in primo luogo, alla definizione dei casi di ineleggibilità. Questi emendamenti, che non sono la risoluzione del conflitto di interessi, si erano resi necessari perché, subito dopo le scorse elezioni, un vasto schieramento, Pd compreso, aveva sostenuto la necessità di eliminare ogni eventuale ambiguità dalla legge del 1957 quella che definisce i casi di ineleggibilità. La norma,infatti, esclude la eleggibilità dei titolari di concessioni pubbliche e tra queste ovviamente rientrano quelle radiotelevisive, anzi queste lo sono ancor di più perché il titolare può incidere sulla formazione del consenso in modo più rilevante del titolare di una farmacia comunale…

Nel ventennio, al contrario sono stati ritenuti incompatibili i farmacisti e compatibile Berlusconi, perché l’ineleggibile non sarebbe il proprietario bensì l’amministratore delegato, in questo caso Confalonieri. L’espediente truffaldino fu inventato per non infastidire il cavaliere e sempre reiterato, a conferma di un patto persistente, e capace di attraversare governi e maggioranze diverse.

Questa volta é andata in onda la replica di un vecchio programma. Gli emendamenti,che miravano solo ad impedire nuovi trucchi ed altri imbrogli, é stato respinto, a favore hanno votato solo in 157, pochissimi i dissidenti, a conferma che questo é davvero un tema esplosivo; chi prova solo a sfiorare i fili del conflitto di interesse rischia di restare bruciato. Questa volta il voto contrario é ancora più grave.

Non ci avevano detto che il cavaliere era omai fuori dai giochi, addirittura incandidabile?

Qual è la difficoltà a definire una norma che non avrebbe avuto effetto su Berlusconi? Oppure le cose non stanno così e magari non si voleva fare dispetto ai suoi familiari in rampa di lancio? Oppure sono in arrivo altri editori di ogni risma e colore? Sia come sia sia si é persa l’ennesima occasione per rispettare un impegno e per definire un noma non contro qualcuno, ma a favore dell’interesse generale. Sotto questo profilo, spiace dirlo, il cosiddetto Nuovo si é mosso in assoluta sintonia con il Vecchio.

Un grazie, infine, a quei parlamentari di  qualsiasi segno e colore, che non hanno esitato a condurre una battaglia civile nel pieno rispetto dello stato di diritto e dei valori costituzionali.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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