L’economia possibile con Pippo Civati

Dall’amico Filippo Messineo ricevo e volentieri pubblico l’annuncio di un seminario per mercoledì prossimo, 18 marzo, a Roma, per parlare di reddito minimo, revisione delle aliquote, nuova economia. Al termine dell’incontro, cena di autofinanziamento. (vedi anche la locandina in fondo alla colonna sidebar)
***I provvedimenti messi in atto dal governo in materia economico-sociale non sono molto diversi dalle politiche dei precedenti governi di centro-destra e di larghe intese. Si realizzano proposte su cui il centro-destra aveva incontrato una ferma opposizione da parte del centro-sinistra, che sta smarrendo i contenuti cardine dei propri programmi e dei propri valori.Su questi temi, l’Associazione Possibile e Giuseppe Civati ti invitano mercoledì 18 marzo presso il Roma Meeting Center – in Largo dello Scautismo 1 (Metro B – Bologna) – per presentare proposte al centro del dibattito politico che non trovano spazio in un Parlamento costretto a lavorare esclusivamente sull’agenda imposta dal governo.(i) Una legge di riforma per render l’imposizione fiscale più progressiva, e delle misure di sostegno ai meno abbienti, per lottare contro la diseguaglianza e contro la progressiva diffusione della povertà attraverso un sussidio universale individuale condizionato alla situazione di bisogno del nucleo di appartenenza. Presenta il Prof. Ruggero Paladini, che ne iscute, tra gli altri, con gli On. Francesco Boccia e Stefano Fassina.

(ii) Una legge per l’istituzione di un Reddito Minimo Garantito che consiste in un sussidio universale per tutti i maggiorenni in cerca di lavoro al di sotto di una soglia di reddito, abbattendo i contributi per disoccupazione e cassa integrazione, e trasformando l’esenzione IRAP in strumento selettivo di politica industriale.
Presenta la Prof. Rita Castellani che ne discute con Beppe Allegri, Maria Pia Pizzolante (TILT), Aldo Amoretti (XX maggio), Francesca Pesce (ACTA)

(iii) Una legge cornice per una nuova politica di sviluppo mirata a incentivare le imprese che investono sull’innovazione in direzione della sostenibilità (sociale, ambientale) e a promuovere lo sviluppo di una nuova economia, basata sull’innovazione sociale e sui processi collaborativi. Presenta il Dott. Luigi Corvo che ne discute con Enrico Parisio e Agostino Riitano

Seguirà un buffet di autofinanziamento

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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