Le scuse di Di Maio

***di Massimo Marnetto, 29 maggio 2021 – Fanno clamore le scuse di Di Maio a un sindaco poi assolto, per la durezza delle accuse che mosse a inizio inchiesta. Gesto che apprezzo non per il suo valore risarcitorio, ma per la legittimazione dell’avversario, che è il sale della buona politica. Il riconoscimento reciproco tra politici di diversi schieramento la riavvicinerebbe ai cittadini. Che vedrebbero in un nuovo clima di rispetto tra competitori non più il furore della rissa che oggi eccita i faziosi nei talk e fa cambiare canale agli altri, ma il confronto tra rappresentanti di visioni diverse, che però si riconoscono pari dignità.

Qualche esempio? Pensate il sollievo che avremmo se Draghi riconoscesse a Conte di aver fatto un buon piano di ripartenza, dandogli atto che è stata la base per realizzare il proprio. O se il candidato sindaco di Roma, il PD Gualtieri, riconoscesse l’onestà della Raggi, pur criticando le scelte politiche e organizzative del suo mandato. O se il Generale Figliuolo difendesse l’ex Commissario Arcuri, chiedendo di non fare confronti perché chi ha operato nelle prime ore di caos e disperazione non può essere paragonato a chi è arrivato dopo.  Lo so che state pensando, ma me lo dico da solo: sei un’anima bella (tradotto dal politichese: un coglione).

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