Le date che (forse) diventano storia. I Tg di lunedì 9 ottobre

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Non voglio “gufare”, ma ci andrei piano con la storia, tanto più che i militari birmani, nella Costituzione ancora in vigore, continuano ad esercitare un potere di controllo sul Parlamento con un quarto dei deputati e gestiscono in autonomia il bilancio della difesa. Nella storia, come si sa, le dittature, specie quelle militari, vanno e vengono. La mia è un’opinione come un’altra, ma concordo con la scelta di Mentana. Per noi europei e italiani il voto per la secessione del parlamento catalano ha probabilmente un’importanza maggiore (nandocan).

***di Luca BaldazziIl trionfo in Myanmar del partito di Aung San Suu Kyi che, ci si augura, possa rappresentare la fine di 25 anni di un regime militare oppressivo, è una di quelle notizie e date che segnano la storia, come fu proprio 26 anni fa per la caduta del muro di Berlino. I Tg di serata hanno comportamenti difformi: copertina per Tg5, apertura per Tg3, titoli per Tg1 e Tg2 con approfondimento, breve servizio per Tg4 e Studio Aperto. Sorprende la scelta di TgLa7 che ha “sfiorato” solo da studio sulla notizia, dando maggior spazio al voto per la secessione del parlamento catalano (presente anche su Tg5, Tg1 e Tg3). Diversi i servizi sulla figura di San Suu Kyi, la leader dissidente premio Nobel rimasta per 15 anni agli arresti domiciliari e che adesso si troverà a dover governare sotto lo sguardo tutt’altro che benevolo dei vertici militari che l’hanno ingiustamente imprigionata.

I confortanti dati Ocse che vedono le previsioni su crescita, disoccupazione e debito migliori delle attese (apertura per Tg2, titoli per Rai, Tg5, TgLa7 ed anche Studio Aperto) sono munizioni per il premier Renzi che dagli Emirati Arabi parla del “fallimento della doppia spallata” tentata dal centrodestra e dalla sinistra extra Pd. Per Mentana il ricompattamento del centrodestra sotto Salvini “andato in onda” a Bologna avrà certamente delle ripercussioni sulle elezioni amministrative in primavera. Spazio su Rai e La7 alle prime uscita di Sinistra Italiana che con Fassina preannuncia l’appoggio al candidato Cinque Stelle in caso di ballottaggio per Roma Capitale. Molto alte anche le dichiarazioni di Salvini sulla giustizia italiana che “fa schifo” perché “lascia liberi” i black bloc fermati a Bologna durante gli scontri di domenica (titolo per Tg1, Tg3, Tg4 e Tg La7); un po’ forzato l’editoriale di Angelo Macchiavello che riprendendo “papale papale” Salvini, accosta polemicamente ai violenti di Bologna, rilasciati ma comunque in attesa di giudizio, la figura del defunto Ermes Mattielli, innalzato la scorsa settimana a martire dell’italica ingiustizia.

Il viaggio del Presidente Mattarella, oggi in visita in Indonesia, è appannaggio delle sole testate Rai.
Il “Doping di Stato” denunciato dalla Wada che accusa la Russia di aver manipolato per anni i controlli sui suoi atleti, e che se fosse confermato porterebbe all’esclusione della squadra russa di atletica leggera dalle prossime olimpiadi di Rio, è presente su molte testate ma nella parte bassa delle edizioni; le novità sullo scandalo Volkswagen sono invece titolo solo per TgLa7 e servizio per Tg5.

Titoli e servizi per tutti sul delitto di Ancora, che già appare tristemente avviato a divenire un nuovo grande “caso criminale”, anche se sembra ci sia ben poco da scoprire. Piatto forte per i Tg Mediaset (tra i 5 ai 15 minuti di spazio per ciascuno, con Tg5 che passa in rassegna i precedenti casi di patricidi e matricidi). Da segnalare un editoriale a braccio di Mentana che parla di un “delitto efferato” che inibisce qualsiasi ricerca di giustificazione.

Segnaliamo due buoni servizi: il primo del Tg1 sulla ripresa della coltura dei bachi da seta in Italia, che riprende storiche tradizioni d’eccellenza; il secondo di Studio Aperto sul traffico di animali domestici di razza (e di contrabbando) nel nostro Paese.

Molto interessante, in conclusione, l’approfondimento del Tg2 dedicato questa sera ai “paradisi fiscali” per i pensionati italiani: quasi 400 mila quelli che ad oggi sono emigrati, soprattutto in Brasile, Spagna e Portogallo, per potersi permettere un più decente tenore di vita grazie all’assenza di imposizione fiscale.

 

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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