La Russia chiude per 9 giorni, GB rischio 100mila contagi al giorno, Usa vaccino tra i 5 e gli 11 anni

da Remocontro, 21 ottobre 2021

Il Covid sta tornando senza essersene mai andato. Russia, allarme contagi e morti, Putin chiude le attività lavorative per nove giorni. Regno Unito, il ministro della Salute: “Rischio 100 mila contagi al giorno, sarà un inverno duro”. Usa, la Casa Bianca svela il piano per vaccinare i bimbi tra i 5 e gli 11 anni. Brasile, la Commissione d’inchiesta sulla Pandemia accusa Bolsonaro di “omicidio di massa”.
La follia no Vax sulla china criminale.
Spunta una nuova mutazione denominata ‘AY.4.2’. La variante individuata in Italia, Gb e Israele. Potrebbe essere più contagiosa della Delta
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Variante ‘AY.4.2’ figlia della Delta

Spunta una nuova mutazione del virus denominata ‘AY.4.2′. E’ presente anche in Italia con soli 9 casi identificati fra settembre e ottobre. La nuova variante derivata dalla Delta. Conferma delle capacità del virus di sfuggire ai vaccini mutando nella forma e nella capacità di diffusione. Nell’attesa di saperne di più sulla nuova minaccia, i genetisti avvertono: «La situazione peggiorare se dovesse restare ancora elevato il numero delle persone non vaccinate. Potrebbero essere colpite anche le persone già vaccinate con una risposta anti corporale bassa o assente».

RUSSIA
Putin chiude le attività lavorative per nove giorni

Ieri in Russia sono state registrate 1.028 vittime. Si tratta del bilancio più alto dall’inizio della pandemia, che porta il totale dei morti per coronavirus a 226.353, il numero più alto in Europa. A causa del crescente numero di morti, il presidente Vladimir Putin ha approvato la proposta del governo che prevede la chiusura dei luoghi di lavoro di una settimana all’inizio di novembre per l’ondata di Covid-19.
Parlando a un incontro televisivo con funzionari governativi, Putin ha affermato che questo periodo di stop, dal 30 ottobre al 7 novembre, potrebbe iniziare prima o essere addirittura esteso per alcune regioni. 

Appello alla responsabilità

Appello del presidente «mostrare responsabilità» e vaccinarsi. Sono settimane che la mortalità in Russia è in crescita, raggiungendo i mille decessi per la prima volta nel fine settimana. Solo 45 milioni di russi, il 32% del Paese, su una popolazione di quasi 146 milioni di persone, ha ricevuto una doppia dose di vaccino. Il Cremlino, al momento, ha escluso un nuovo lockdown nazionale e ha autorizzato le autorità regionali a decidere le restrizioni a seconda della situazione locale.
Alcune delle 85 regioni russe hanno addirittura reso i vaccini obbligatori per certi dipendenti pubblici e per gli Over 60.

REGNO UNITO
Escalation virus e Boris

Due emergenze britanniche. Prima, la pandemia che riesplode. Il ministro della Salute: «Rischio 100 mila contagi al giorno, sarà un inverno duro». Seconda emergenza, Boris Johnson che per salvare la faccia dopo scelte avventate dice, ancora frena mentre i contagi risalgono. Il National Health Service, chiede di reintrodurre il distanziamento e le mascherine nei luoghi pubblici. 223 decessi martedì – il numero più elevato da marzo -, e quasi 50mila contagi per l’ottavo giorno consecutivo.
La Gran Bretagna sta perdendo terreno nello sforzo di distanziare il virus coi vaccini – riconosce il ministro alla sanità – E’ come se fosse una gara tra vaccini e virus. E sebbene noi siamo davanti, la distanza si sta riducendo».

Gara tra vaccini e virus

5 milioni di inglesi over 16 non sono ancora vaccinati: «Se vogliamo garantire la libertà a lungo termine – prosegue il ministro – la cosa migliore è vaccinarsi. Se non ci saranno abbastanza persone protette con la prima dose o il richiamo, allora è più probabile che nuove restrizioni vengano introdotte». Singoli liberi di non vaccinarsi a costo di altre libertà di tutti. « L’inverno fornisce le condizioni perfette non solo per il Covid, ma per i virus in generale. Stiamo cominciando a vederne l’impatto».
Nonostante i numeri, l’opzione del “Piano B”, cioè nuovi lockdown e restrizioni è ancora esclusa. «Il ministero della Salute interverrà se la pressione diverrà insostenibile».

USA
vaccinare i bimbi tra i 5 e gli 11 anni

La Casa Bianca ha svelato il piano per vaccinare i bambini dai 5 agli 11 anni, ora all’esame dalle autorità sanitarie federali. L’amministrazione si è assicurata abbastanza vaccini per immunizzare circa 28 milioni di bambini e l’operazione coinvolgerà oltre 25 mila medici pediatri, centinaia di centri medici anche nelle zone più remote del Paese.
Per gli adulti, la strumentalità politiche sulle vaccinazioni proseguono. Stati repubblicani ‘trumpisti’ a sostenere di fatto la minoranza no-vax nonostante l’esplosione di contagi e l’elevato numero di morti. Mentre negli Stati più responsabili, gli obblighi di vaccinazione si fanno più stringenti.

New York solo per vaccinati e dollari premio

La città di New York richiederà ad agenti della polizia, pompieri e altri dipendenti municipali il vaccino. L’alternativa sarà il congedo non retribuito. I lavoratori avranno tempo entro il 1 novembre per la prima dose, ha specificato il sindaco de Blasio.
La città di New York aveva già reso obbligatorie le iniezioni per gli insegnanti delle scuole pubbliche, mentre nello Stato un simile provvedimento è in vigore per gli operatori sanitari. Corsa a premi con l’inverno, e 500 dollari a chi si vaccinerà entro il 29. «Non c’è privilegio più grande che servire i cittadini di New York e quel privilegio si accompagna alla responsabilità di mantenere voi e la vostra comunità al sicuro», dichiara il sindaco.

BRASILE
Bolsonaro accusato di omicidio di massa

La Commissione d’inchiesta del Congresso brasiliano chiede di mettere il presidente Jair Bolsonaro in stato di accusa «per omicidio di massa», per avere lasciato che il coronavirus dilagasse uccidendo centinaia di migliaia di persone. Una decisione che avrebbe assunto per non compromettere l’economia brasiliana puntando sul raggiungimento dell’immunità di gregge. Le accuse, scrive il New York Times, riguardano 69 persone tra cui tre figli del presidente «numerosi funzionari governativi attuali ed ex».
Bolsonaro sarebbe ritenuto responsabile della morte di oltre 300mila brasiliani: «Molte di queste morti erano prevenibili», ha detto il senatore Renan Calheiros, l’autore principale del rapporto.

La favola criminale dell’idrossiclorochina

Tra le accuse al presidente c’è aver promosso «farmaci dall’efficacia non testata come l’idrossiclorochina» provocando un ritardo di mesi nell’inizio della campagna vaccinale. Se approvato dalla maggioranza dei senatori, il testo sarà inviato alla procura generale cui spetta il compito esclusivo di condurre le indagini sul presidente della Repubblica. Il dossier potrebbe coinvolgere anche la Corte penale internazionale per il reato di genocidio e crimini contro l’umanità.
Secondo la testata “G1” Bolsonaro potrebbe dover rispondere di undici imputazioni. L’aver causato o creato le condizioni per propagare una pandemia prevede da 4 a 15 anni di carcere in caso di “comprovata intenzionalità”, elevabili a 30 se ci sono morti.

“Posso dirvi che non siamo sulla buona strada”, ha detto il dottor Aylward secondo quanto riportato dalla Bbc. “Dobbiamo accelerare altrimenti questa pandemia andrà avanti per un anno in più del necessario”.

PAESI POVERI
Vaccini gratis o pandemia anche nel 2022

La pandemia di Covid “si trascinerà anche nel 2022” perché i Paesi più poveri non ricevono i vaccini di cui hanno bisogno. Vi avverte Bruce Aylward, uno dei ricercatori di punta dell’Oms, ribadendo l’appello a donare le dosi a chi ne ha bisogno. In Africa ad esempio è stato vaccinato meno del 5% della popolazione contro il 40% nella maggior parte degli altri continenti.

«Posso dirvi che non siamo sulla buona strada», ha detto il dottor Aylward secondo quanto riportato dalla Bbc. «Dobbiamo accelerare altrimenti questa pandemia andrà avanti per un anno in più del necessario».

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Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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