La pura coscienza

L’amore non giudica. Ciò che con la sola ragione sarebbe una condanna con l’esperienza mistica suscita la compassione. La giustizia nasce dalla pace e non viceversa”. In queste pagine ho messo una serie di pensieri e massime che ho liberamente estratto dal libro di Raimon Panikkar “Mistica pienezza di vita”, dove per mistica si intende l’esperienza personale del mistero che avvolge tutti, credenti e non credenti.*

Raimon Panikkar

Meditando Panikkar – 6

Non c’è un io senza un tu

L’io non è il sé, forse non è un individuo ma una relazione. Non c’è un io senza un tu, che non è altro, ma l’altra parte dello stesso io.

La pura coscienza non si distingue dagli oggetti di cui è cosciente né dal soggetto che la possiede. Per paradosso sono cosciente di essa una volta che è passata. “Dio lo si vede soltanto di schiena”.

Il ri-cordo è tornare a porre le cose nel nostro cuore – come reali. Nel ricordo partecipano la conoscenza e l’amore. Lo spirito permette di essere coscienti di ciò di cui non si può parlare e che non si comprende.

Il riconoscimento di questo qualcosa di non riducibile al linguaggio non è l’esperienza mistica ma la sua riduzione al noema razionale.

L’amore di Dio e del prossimo non solo sono inseparabili, ma non sono nemmeno due.

 Antropologia dualista: sottomette il corpo alle esigenze dell’anima – origine di tanti ascetismi negativi.

Armonia intrinseca del tutto, non esiste un elemento superiore a un altro. Pascal: “Qui veut faire l’ange fait la bete“.

L’esperienza cosciente della realtà ( che non esclude né la sofferenza né il male) è colma dell’amabilità della vita – nel suo senso più letterale.

L’amore non giudica. Ciò che con la sola ragione sarebbe una condanna con l’esperienza mistica suscita la compassione. La giustizia nasce dalla pace e non viceversa.

Shanti, shanti, shantich (pace, pace,pace). Non si può cantare gloria al creatore se si maledice la creazione. L’amore di Dio e del prossimo non solo sono inseparabili, ma non sono nemmeno due.

Non v’è amore senza conoscenza né conoscenza senza amore

La saggezza è l’armonia tra l’attuazione della bellezza e l’aspirazione alla verità. La coscienza pura scopre l’apparenza come apparenza e allora è libera di giocare con essa. Il vero amore unito alla conoscenza ci consente la lila, il gioco umano-divino.

Questa esperienza del fatto che non v’è amore senza conoscenza né conoscenza senza amore è una porta sulla mistica ma bisogna aprirla.

Questa dicotomia tra un amore sensuale (erotico) e un altro spirituale (agapico) è stata fatale nell’interpretazione dell’esperienza mistica – senza, per di più, aver senso filologicamente.

Solo il tutto è compatibile con il nulla. Gli estremi si toccano – perché né il tempo né la realtà sono rettilinei. Unitamente alla conoscenza concettuale esiste la conoscenza simbolica che esiste solo se partecipata nell’amore.

L’altro non è il tu. L’altro è scoperto dall’intelletto, il tu dall’amore. Non c’è mistica senza amore e non c’è amore senza l’uscita da se stessi verso l’amato.

La mistica non è esente dalle “male erbe”. La corruzione del migliore è la peggiore.

Il giudizio ultimo non spetta a nessuno.


*Chi legittimamente teme l’arbitrarietà della mia selezione, sia pure priva di aggiunte e commenti, può consultare il testo di Panikkar “Mistica pienezza di vita”, edito da Jaca Book. Una breve presentazione dell’autore è nella pagina “Meditando Panikkar”. Un sito in cinque lingue cliccando qui

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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