La minaccia nucleare continua, anzi, cresce

***di Ennio Remondino, 27 settembre 2021

«Il 26 settembre la “Giornata internazionale per l’eliminazione totale delle armi nucleari”, per diffondere consapevolezza sulla necessità e l’urgenza di un disarmo globale e permanente», dichiara l’Onu. E Antonio Guterres, segretario generale: «come famiglia globale, non possiamo più permettere che la nube del conflitto nucleare metta in ombra il nostro lavoro per stimolare lo sviluppo, raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile e porre fine alla pandemia di COVID-19. Ora è il momento di sollevare definitivamente questa nuvola, eliminare le armi nucleari dal nostro mondo e inaugurare una nuova era di dialogo, fiducia e pace per tutte le persone».

Promesse tradite e pessimi comportamenti

«Ad oltre mezzo secolo dal Trattato di Non Proliferazione nucleare, le potenze nucleari firmatarie continuano da un lato a procedere assai lentamente alla riduzione quantitativa degli arsenali, dall’altro a migliorarne qualitativamente vettori e testate (ad esempio, i missili ipersonici). Mentre altri paesi (India, Israele, Pakistan e Corea del Nord), seppur con dotazioni numericamente minori, sono al di fuori di ogni trattato di controllo», denuncia IRAD, l’Istituto di Ricerca ‘Archivio Disarmo’.

La guerra solo a perdere

Oltre 13.000 testate nucleari, per lo più negli arsenali statunitensi e russi, continuano a minacciare un possibile conflitto che la Croce Rossa Internazionale e la Mezzaluna Rossa Internazionale hanno da tempo dichiarato come impossibile da vincere per le sue disastrose conseguenze umanitarie.
L’entrata in vigore del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari TPNW nel gennaio 2021, avendo superato la soglia delle 50 ratifiche, appare un segnale importante che proviene da molti stati che avvertono la pericolosità della permanenza negli arsenali di queste armi di distruzione di massa.

La atomiche Usa in Italia

La dislocazione delle bombe nucleari statunitensi B61 in Italia (Aviano, 20 bombe; Ghedi, 15 bombe) e di altre in Europa (Belgio, Germania, Olanda e Turchia) «rappresenta un ulteriore elemento non di sicurezza, ma di rischio poiché utilizzabili per un potenziale conflitto di teatro, cioè combattuto sul suolo del Vecchio Continente, come tappa intermedia di una guerra nucleare totale».

Nuova corsa agli armamenti

La nuova corsa agli armamenti (simboleggiata dal recente accordo sui sottomarini a propulsione nucleare destinati all’Australia) aumenta la tensione internazionale e i rischi di una pericolosa escalation verso un conflitto nucleare, la considerazione finale di Archivio Disarmo.

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