La Gue contro il Ttip: “Fermate i negoziati sul libero scambio Ue-Usa”

UE parlamento protesta GueNessuno ne parla, neppure il nostro presidente pro tempore dell’Unione europea, ma dalle segnalazioni che ricevo, l’ultima quella di Piero Filotico (che ringrazio) questa mattina, pare che il Ttip, trattato commerciale Europa-USA che da mesi si sta discutendo in segreto e ormai in dirittura di arrivo, regolamenti non solo il commercio, ma anche la salute, la sicurezza, l’ambiente. E i diritti dei cittadini sarebbero quasi barriere da abbattere, mentre le imprese potrebbero chiamare in giudizio gli Stati che non si uniformassero alle clausole in via di approvazione. Come spiega il sito valigiablu.it, “i negoziati del TTIP (ex TAFTA) sono iniziati nel luglio 2013. A differenza degli Usa, l’UE ha rilasciato alcuni documenti, ma la trasparenza è decisamente ridotta, tra l’altro in violazione della normativa europea che prevede la pubblicità per i lavori di tutte le istituzioni europee”.
 Ieri c’è stata una prima reazione pubblica della GUE (sinistra unitaria europea) nell’aula di Strasburgo, come mostra la foto pubblicata e commentata da Eunews, un sito che val la pena di seguire con attenzione (nandocan).

***16 luglio 2014 – Protesta in Aula della Gue contro il Ttip, il trattato di libero scambio tra Usa e Ue. I deputati della Sinistra unita hanno esposto dei cartelli chiedendo lo stop ai negoziati. Parlando in Plenaria a Strasburgo, Helmut Scholz, coordinatore del gruppo per il commercio internazionale, ha chiesto che venga avviata una consultazione pubblica sul tema.

Al commissario Karel de Gucht in audizione al Parlamento ha detto: “Pensa davvero che i piccoli produttori e i consumatori desiderino un’ulteriore liberalizzazione degli scambi di prodotti agricoli? Vi assicuro che non è così”. “Agli occhi dei nostri cittadini – ha continuato – gli Stati Uniti sono colpevoli di spionaggio e furto di dati e non c’è fiducia in questi negoziatori. Finché gli americani non vogliono impegnarsi a proteggere i dati dei cittadini dell’Unione europea e a rispettarci non vi è alcuna base per un accordo commerciale”.

L’esercito delle lobby al lavoro per influenzare il Ttip, il libero scambio Ue-Usa

Il Ttip, il Transatlantic Trade and Investment Partnership, l’accordo commerciale che mira a liberalizzare gli scambi tra Europa e Stati Uniti, è da mesi al centro di trattative tra il vecchio e il nuovo continente. Il giro di affari stimato è di 119 miliardi l’anno per l’Europa e 95 per gli Usa. Una torta veramente grande e che fa gola a molti, per questo fin dall’inizio il lavoro dello lobby è stato piuttosto intenso. Il principale gruppo di pressione sulla Commissione europea è stato fino a questo momento quello del settore agroalimentare di cui fanno parte multinazionali come Nestlé e Mondelez (la ex Kraft) ma anche la Food and Drink Europe, il più grande gruppo lobbista europeo che rappresenta aziende del calibro di Coca Cola e Unilever. Multinazionali alimentari, agro-commercianti e produttori di sementi hanno avuto più contatti con la Direzione Generale Commercio che i lobbisti della farmaceutica, chimica, industria finanziaria e di auto messi insieme. È quanto risulta da una ricerca effettuata dal Corporate Europe Observatory (CEO), un gruppo di ricerca che lavora per la trasparenza nel rapporto tra lobby e istituzioni comunitarie, che ha pubblicato una serie di infografiche sul lavoro delle lobby a Bruxelles rispetto ai negoziati del Ttip.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: