La forza del NO è la partecipazione

Ricevo e volentieri pubblico questo appello del Comitato nazionale per il NO al referendum sulla riforma costituzionale (nandocan)

***Roma, 26 ottobre 2016 – In questi mesi in migliaia abbiamo difeso la Costituzione, nata dalla Resistenza al nazifascismo, e con essa la possibilità di affermare diritti sociali e civili, accrescere le libertà, combattere la politica asservita agli interessi di pochi.

Raccogliendo l’appello dei migliori costituzionalisti del Paese, da Pace a Zagrebelsky, da Rodotà a Carlassare e tanti altri, abbiamo formato 600 Comitati per il NO, nei quartieri, nelle scuole, nelle università, negli uffici e nei luoghi di lavoro. Abbiamo cominciato a promuovere incontri, diffondere volantini, invadere la rete per informare i cittadini, e consentire loro una scelta consapevole.

Ma rischiamo di dover combattere a mani nude contro il potente apparato mediatico, finanziario ed economico che sostiene la controriforma della Costituzione.

Mentre i cittadini pagano il canone RAI, Matteo Renzi sta occupando tutti gli spazi della TV pubblica con la sua campagna per il SI raccontando menzogne e prendendo in giro tutti gli italiani.

Grandi giornali, potenti dell’economia e delle banche, le tecnocrazie europee, in cambio dei favori ricevuti dal Governo, stanno mettendo a disposizione i loro mezzi e i loro apparati a sostegno del SI.

Le nostre strade, le nostre piazze, le nostre stazioni e aeroporti sono già invasi da migliaia di poster e manifesti per i quali sono stanziati 3 milioni di euro provenienti per la gran parte dal finanziamento pubblico, cioè dalle tasche di tutti i cittadini.

Dalla nostra parte noi abbiamo la passione e l’impegno di migliaia di cittadini grazie ai quali abbiamo potuto finora raccogliere tra luglio e agosto 180.000 euro che ci stanno consentendo di far fronte alle prime spese della campagna elettorale: per affiggere manifesti, stampare volantini, mettere in onda su tv e radio locali spot pubblicitari, fare manifestazioni.

A tutti coloro che hanno donato e ci hanno fornito il loro indirizzo, abbiamo già cominciato ad inviare la copia della Costituzione con i nostri ringraziamenti e una lettera ai discendenti, per spiegare le ragioni del presente impegno straordinario.

In questa prima settimana di rilancio della sottoscrizione abbiamo raccolto 33 mila euro, per combattere la disinformazione e far arrivare a tutti le ragioni del NO, abbiamo bisogno di ulteriori risorse, quelle attuali ci consentono di arrivare solo fino al 4 novembre, dopodiché avremo finito tutte le risorse. Questa volta, per ringraziarvi, manderemo a tutti coloro che donano, comunicandocelo all’indirizzo e-mail (salvalacostituzione@gmail.com), un “Certificato di sana e robusta Costituzione” con il vostro nome e cognome e la firma del nostro Presidente. Qui un facsimile

L’appello che vi rivolgiamo è di aiutarci secondo le vostre possibilità a compiere questo ulteriore sforzo di raccolta fondi. Se siamo in tanti a mobilitarci, possiamo raccogliere le risorse finanziarie necessarie a vincere la battaglia contro i potenti che vogliono manomettere, per i loro interessi, la nostra Costituzione.

Al termine della campagna referendaria ci impegniamo, fin da ora, a rendere conto fino all’ultimo centesimo, di quanto abbiamo raccolto e di quanto avremo speso.

DONAZIONE

CON BONIFICO BANCARIO
Comitato per il NO nel referendum sulle modifiche della Costituzione

Sede Legale Studio Avv. Pietro Adami – Corso D’Italia 97 – 00198 ROMA

IBAN: IT50 H010 1003 2011 0000 0015 772
BIC: IBSPITNA (per chi sta all’estero)

CARTA DI CREDITO

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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