La casa dei lettori di twitter

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@casalettori, il sito di Anna Maria Patti, presentato da Anna Cerofolini oggi su articolo21, mi pare un’iniziativa interessante e anche divertente da conoscere e divulgare. E a voi? (nandocan)

***di Anna Cerofolini, 4 ottobre 2014* – Esiste un luogo. Una mescolanza meravigliosa in cui Camus incontra ancora una volta Sartre e Simone de Beauvoir come nel Thèâtre de la Cité a Parigi, Calvino gioca con Raymond Queneau e Georges Perec all’acrobazia dell’intelligenza e dell’immaginazione. Fëdor Dostoevskij torna a regalare a John Fante i suoi orizzonti invisibili. Carlos Fuentes, Gabriel García Márquez e Julio Cortázar viaggiano ancora in treno da Parigi a Praga in una nuvola di jazz e di opinioni politiche e Rainer Maria Rilke e Marina Cvetaeva finalmente si guardano. Un luogo in cui la Callas dalle nuvole scrive nuovamente a Pasolini. Un luogo in cui l’amore per la letteratura crea voli pindarici, incantevoli armonie e sogni il suo nome è @casalettori e la sua porta è Twitter.

Maria Anna Patti, donna che ama i libri, ha creato questo luogo spinta dal desiderio di dimostrare che il tristemente noto “in Italia non si legge” (l’anno scorso gli italiani hanno acquistato 2,3 milioni di libri in meno e solo una consolazione arriva dalle nuove frontiere dell’universo libro: gli ebook. Il mercato è in crescita sia in termini di titoli disponibili che di quota di mercato) è affermazione almeno in piccola parte falsa. E così si è rivelata, in pochi mesi migliaia di lettori e lettrici si sono appassionati a @casalettori hanno iniziato a sentire pensieri diversi a vivere le mille vite in cui solo le parole sono in grado di condurti a cogliere nuovi spunti che abitano dentro ognuno di noi.

A ogni Hashtag scelto (un filo conduttore immediato) giorno dopo giorno hanno risposto con citazioni, riflessioni, emozioni, immagini. Le parole degli scrittori hanno creato il bisogno di scoprire di più, l’esigenza di possedere un libro non letto. Le tweet interviste hanno permesso di conoscere gli autori contemporanei felici di dissipare dubbi e colmare curiosità. L’alfabeto poetico: @casalettori sceglie una lettera che indica l’iniziale dei poeti cui fare riferimento per citare la loro opera attraverso l’hashtag #lamiapoesia, creando così un’emozionante alchimia in cui Poe, Pavese, Pessoa, Prevert, Pedretti, Pound hanno svelato il mai sopito amore per l’arte poetica. L’affettuoso rapporto con le case editrici ha arricchito di informazioni sui nuovi progetti editoriali.

Scorrendo @casalettori si sorride, si piange, ci si indigna, ci si emoziona, ci si innamora e si scopre che le parole di Roland Barthes erano vere: “La letteratura non permette di camminare ma permette di respirare”.

 

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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