JPMorgan, si allarga l’indagine sulle assunzioni in Cina

di Valentina Neri, 29 agosto 2013 – La scorsa settimana si è diffusa la notizia per cui la Sec ha aperto un’inchiesta per capire se JPMorgan Chase, per fare strada alle proprie operazioni in Cina, abbia assunto figli di alti funzionari locali. Ora, stando ad alcune indiscrezioni, la questione sembra allargarsi…

La scorsa settimana si è diffusa la notizia per cui la Sec ha aperto un’inchiesta per capire se JPMorgan Chase, per fare strada alle proprie operazioni in Cina, abbia assunto figli di alti funzionari locali. Ora, stando ad alcune indiscrezioni riportate dall’agenzia Bloomberg, la questione sembra allargarsi anche ad altri Stati asiatici.
Stando alle fonti dell’agenzia di stampa americana, che hanno preferito rimanere anonime, il dipartimento di Giustizia americano si sarebbe affiancato alle indagini della Sec per verificare se tale comportamento, ancora da provare, possa configurarsi come una violazione delle norme in materia di corruzione. La banca nel frattempo avrebbe aperto un’indagine interna che avrebbe portato alla revisione di circa 200 assunzioni. E avrebbe condiviso tali dati con le autorità.
Intanto i confini delle indagini, sempre a detta delle fonti, si starebbero allargando. A partire da Hong Kong, sarebbero arrivate a coinvolgere altri Paesi asiatici. JPMorgan, ricorda Bloomberg, è attiva nella regione dell’Asia Pacifico da più di un secolo.
*da Valori.it

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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