Io sto con Landini

***di Massimo Marnetto, 21 gennaio 2022

Stupore per lo sciopero generale. Non doveva andare così: quando Draghi “tira dritto”, il copione prevede che gli altri si scansino. Anche se le sue riforme fiscali aiutano il ceto medio alto (75 mila euro l’anno) e lascia briciole al cri-ceto medio basso che si ammazza per far girare la ruota della ripresa. E invece Cgil e Uil hanno fatto benissimo a puntare i piedi, nel silenzio di Letta e Conte. Dovevano essere loro – se rappresentano gli ultimi come dicono – a piantare la grana con Draghi. E a pretendere 10 mila assunzioni alla Agenzia delle Entrate per stanare i grandi evasori, senza assottigliare l’Irap che sostiene il Sistema Sanitario Nazionale, già in crisi da covid. 

E invece zitti. Perché ormai il tema del disagio sociale è rimosso. Ora è il miliardario il modello da imitare, speculando se sei già ricco o col gratta-e-vinci se non lo sei. Chi non ce la fa si arrangi: porti pizze in bici, faccia i tanti “lavoretti” precari o in part-time involontario, dove sei povero anche se lavori. Pazienza se poi i giovani non possano chiedere un mutuo per la casa e non fanno figli; tanto quelli sono così incasinati che non votano più. Meglio coccolarsi i benestanti, non disturbare gli evasori, le multinazionali che delocalizzano e poi inumidire le braci dell’ingiustizia sociale con una spruzzata di reddito di cittadinanza. Io sto con Landini.

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