Io e internet

***Roma, 29 aprile 2016 – Ho acquistato il mio primo computer il 9 gennaio 1989. Era un A286, ibm compatibile, volgarmente battezzato “cinese”, proprio per distinguerlo dal costosissimo IBM autentico, che in pochi si potevano permettere. Il mio primo provider su Internet e stata “agora”, se ben ricordo gestita dai radicali. Poi venne mclink, che ebbe a lungo il mio indirizzo email. Per anni ho letto e scritto messaggi sui newsgroup di usenet, i miei preferiti erano it.cultura.filosofia,it.cultura.religione e it.cultura.mezzidicomunicazione. Molti dialoghi interessanti, alcuni dei quali (sul libero arbitrio, su bene e male,ecc.) ho poi riportato su nandocan magazine 2 (www.nandocan.info), nella pagina “pensando in prosa. Chi vuole li trova li.  Il guaio era che su ogni thread capitava prima o poi qualcuno che monopolizzava la discussione col deliberato proposito di corromperla con la propria invadenza senza alcun rispetto per la “netiquette” , neologismo oggi in disuso. Questi tizi li chiamavamo “troll” ed erano una vera peste, che prima o poi costringeva i dialoganti piu seri alla fuga.

nandocan xoomer.virgilio.itIl mio primo sito (xoomer.virgilio.it/nandocan) l’ho costruii da solo con photoshop, disegnando  tre colonne di rettangoli colorati e titolati cliccando sui quali si aprivano i miei testi. Niente foto o video, naturalmente. Ipertesto e html erano di là da venire o  piuttosto ero io a non sapere della loro esistenza, così come dell’uso di termini come blog, blogger, linkare, widget, footer, header,ecc. Volendo migliorare, undici anni fa mandai questa email: “Ho costruito il mio sito web con photoshop e Image Ready e sono abbastanza soddisfatto del risultato. ora vorrei però mettere il collegamento ad un file wave e ad un file avi ma non so come fare. Posso farlo anche senza acquistare dreamweaver o frontpage? Qualcuno è in grado di darmi un suggerimento? Grazie, fernando. http://xoomer.virgilio.it/nandocan”. Comunque sia, anno dopo anno ho imparato con la pratica ad aggiornarmi su tutte le meraviglie del web e dei social network. Quel che più conta, ho avuto la possibilità di continuare a svolgere in libertà e con piacere, sia pure per pochi fortunati lettori, il mio mestiere di giornalista. Grazie, internet.

 

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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