Inquinamento “competitivo”

***di Massimo Marnetto, 12 Agosto 2021 – La distruzione dell’ambiente rende competitiva l’economia. Il concetto è brutale, ma è questo il succo della motivazione che spinge molti paesi a voler continuare a consumare combustibili fossili.

Il carbone costa meno di altre fonti di energia e molte nazioni arrivate per ultime allo sviluppo pretendono lo stesso diritto all’ “inquinamento competitivo” di cui hanno goduto altri paesi, prima di adottare restrizioni ecologiche.

Come si può contrastare questo diffuso mix di negazionismo ambientale e cinismo produttivo? Gli appelli alla distruzione del pianeta lanciati dagli scienziati sono stati raccolti solo da una minoranza dell’umanità. Il resto della popolazione o rimuove il rischio planetario oppure per percepirlo ha bisogno di sbatterci il muso.

E allora forse solo i fenomeni naturali estremi ci salveranno. Alluvioni, incendi, siccità e temperature altissime saranno i predicatori più convincenti per queste masse di indifferenti. Sempre che la conversione arrivi prima della distruzione.

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