Innamoramento, amore e amicizia erotica

***di Giovanni Lamagna, 31 ottobre 2021

L’innamoramento è una forma di allucinazione

Per molti, forse per la maggior parte degli esseri umani, non c’è uno stato, una condizione di vita, di maggiore benessere, anzi di vera e propria felicità, che quello che siamo soliti definire di “innamoramento”. Vorrei sostenere qui – con molta forza e chiarezza – che è del tutto sbagliata l’idea che nello stato dell’innamoramento gli esseri umani possano trovare il massimo della felicità loro possibile. Questa idea è una pura illusione e quindi del tutto infondata.

Quando ci innamoriamo, infatti, noi non vediamo l’altro/a per quello/a che egli/ella realmente è, ma per quello che ci piacerebbe che fosse. L’innamoramento, in altre parole, è una forma di deformazione ottica, di vera e propria allucinazione. In secondo luogo, quando siamo innamorati, in un certo senso vediamo solo o quasi solo la persona di cui ci siamo innamorati. Siamo concentrati, focalizzati solo su di essa, come se le altre persone non esistessero più. O esistessero, ma del tutto sullo sfondo della nostra vita.

Lo stato dell’innamoramento, quindi, non solo allenta la nostra normale percezione della realtà, nel senso che ci fa vedere cose che non esistono nella realtà e non ce ne fa vedere invece altre. È, quindi, una condizione psicologica al limite del patologico. Ma il più delle volte ci allontana dagli altri, da una normale vita sociale, che non può limitarsi alla relazione con una sola persona, per quanto questa sia dotata di grandi, persino eccezionali, doti e qualità. Almeno per come appare ai nostri occhi di innamorati.

La felicità vera è solo nell’ amore

L’unico rapporto che può darci davvero la felicità o quantomeno momenti di felicità, di felicità vera e non illusoria, è, invece, quello che siamo soliti definire “di amore”. A patto, però, di non considerare l’amore un sentimento monogamo, che si riferisce ad una sola persona, ma un sentimento poligamo, anzi, almeno potenzialmente, universale. Perché l’amore, l’amore vero, che proviamo per una persona, non solo non è incompatibile con l’amore che proviamo verso altre persone, ma è da questo sottoposto alla più inequivocabile e insindacabile delle prove qualità.

Infatti, solo quando è poligamo l’amore si dimostra vero amore, in quanto dimostra di aver superato la prova più difficile: quella della gelosia, cioè del sentimento del possesso. L’amore monogamo è amore inevitabilmente possessivo, più o meno consapevolmente fondato sul sentimento di proprietà. L’amore poligamo è, invece, l’amore che ha vinto questo sentimento negativo, distruttivo di altri legami; è dunque amore puro.

Nell’amicizia la forma più pura di amore

Da questo punto di vista l’amore (almeno per come lo intendo io) è molto più simile all’amicizia che a quel tipo di sentimento e di rapporto, tanto esaltati dalla letteratura universale un po’ in tutte le epoche storiche, ma in modo particolare durante il Romanticismo ottocentesco. Nell’amicizia, infatti, si manifesta la forma più pura dell’amore di condivisione: due amici sono tali perché (e nella misura in cui) condividono una stessa visione del (e sul) mondo. Senza alcuna pretesa monogamica, cioè di esclusività e di possesso.

E cosa è, in fondo, o, meglio, cosa dovrebbe essere un rapporto di cosiddetto “amore” se non un rapporto in cui si condivide la stessa visione del (e sul) mondo, con in più anche un’attrazione erotica, un’intesa anche di carattere sessuale? Si può definire “amore” un rapporto in cui c’è l’attrazione e magari anche l’intesa erotico/sessuale e però non c’è anche una comune visione del (e sul) mondo?

…e amicizia erotica se v’è anche l’intesa sessuale

Un tale tipo di rapporto non sarebbe superato in qualità e profondità dalla cosiddetta amicizia? E può essere definito amore, vero amore, un amore che si fonda sull’esclusività monogamica, che non ammette per definizione altri amori analoghi e contemporanei? Non è un tale tipo di “amore” viziato dal sentimento del possesso e dall’istinto di proprietà? Allora, per trarre tutte le conseguenze di questa riflessione, propongo di chiamare “amicizia” anche il sentimento e il rapporto che siamo soliti chiamare “amore”.

In una ottica come quella da me descritta finora cosa distinguerebbe, infatti, quello che comunemente chiamiamo “amore” da quella che comunemente chiamiamo “amicizia”? E, se proprio vogliamo fare una distinzione tra l’amicizia nella quale c’è anche attrazione erotica ed intesa sessuale e quella nella quale non c’è né attrazione né pratica sessuale, allora chiamiamo la prima “amicizia erotica” e la seconda comune e semplice “amicizia”.

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