In ordine sparso. I Tg di martedì 3 novembre

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 ***di Alberto BaldazziLe aperture dei Tg si dividono tra le indagini sul nuovo scandalo in Vaticano, i rilievi sulla legge di stabilità da parte di Bankitalia e Corte dei Conti, le dichiarazioni della Ministra Madia sui dipendenti statali assenteisti da licenziare.

Il “Vatileaks 2” è prima notizia per Tg1, Tg2, Tg4 e nei titoli per le altre testate che approfondiscono l’analisi dei retroscena e la presentazione dei personaggi coinvolti. Studio Aperto e Tg4 si concentrano sulla figura di Francesca Immacolata Chaoqui, la Pr trentenne arrestata ieri assieme al monsignor Vallejo Balda e già battezzata con poca fantasia dai Tg Mediaset “la nuova dama nera”; Tg5 offre un quadro più completo (3 servizi) e fa intervenire un grande “ex”, Gotti Tedeschi, che denuncia il “sistema di potere” economico all’interno del Vaticano e contrario all’opera riformatrice del Papa; Tg2 presenta anche lui le figure coinvolte, e chiama in causa il direttore dell’Avvenire Marco Tarquinio che sottolinea le differenze tra il primo scandalo Vatileaks e la vicenda attuale, presentandola come una “operazione sporca” che “dà da pensare” ma che non rappresenterà una reale intralcio per l’opera riformatrice del Pontefice.

Vero en plein nei titoli di tutte le testate per la Ministra Madia: apertura per Tg5, seconda posizione per quelli Rai. Questione arcinota, da sempre dibattuta, ma mai concretamente affermata. I tanti servizi aggiungono ben poco alla comprensione dei teleutenti. Unica eccezione l’approfondimento del Tg2 che propone analisi e confronti internazionali, dimostrando così che anche nei tempi stretti di un Tg si può scavare almeno un po’ al di sotto della più scontata agenda setting.

I dubbi, le critiche e le polemiche sulla legge di stabilità sono presenti su tutte le testate; Tg3 privilegia le tensioni interne al Pd, mentre Mediaset sottolinea quanto affermato in giornata da Corte dei Conti e da Bankitalia. Per Mentana il braccio di ferro Regioni-Palazzo Chigi sarebbe, almeno in parte, rientrato.
Ignazio Marino e le sue polemiche affermazioni contro Renzi contenute in un suo post sono presenti solo su La7. I “provini” per identificare il candidato 5 Stelle – questa volta non attraverso la rete – sono ampiamente ripresi da Tg3 ed ignorati dalle testate Mediaset. Le prime 4 condanne per gli inquisiti che hanno scelto il patteggiamento su Mafia Capitale, sono presenti su Tg1, Tg3, TgLa7. Tg1 ritorna sulla ribellione contro il pizzo in Sicilia, dando voce ad un imprenditore di Bagheria che ha rotto il muro di silenzio.

Per gli esteri TgLa7 apre sul disastro aereo nel Sinai rispetto al quale prende forza l’ipotesi dell’attentato (bomba a bordo). Tg3 e Tg2 tornano sul dopo elezioni in Turchia, con il mondo della stampa sotto scacco da parte del governo Erdogan che prosegue nella campagna di arresti e licenziamenti nei confronti dei giornalisti scomodi e non “in linea”. L’afflusso ininterrotto di profughi attraverso la rotta balcanica e le ulteriori vittime davanti alle isole greche sono questa sera appannaggio del solo Tg3.

Mentre il maltempo lascia tracce indelebili in tutto il meridione (apertura Studio Aperto), a Messina l’acquedotto colabrodo si rompe nuovamente, conquistando l’attenzione di tutte le testate (titolo T1, Tg3 e Tg Mediaset).

Enrico Mentana – cosa alquanto rara – si occupa di cronaca giudiziaria, ma per segnalare le contraddizioni di quanto fornito nei mesi scorsi alla stampa dal Ris che indaga sull’omicidio Yara Gambirasio: un filmato “taroccato” del furgone dell’inquisito Bossetti, diffuso per presunte “esigenze di comunicazione”. Il filmato era stato già ieri oggetto di attenzione da parte di Tg3 e delle testate Mediaset, entrambe concordi nel censurare simili manipolazioni dell’opinione pubblica.

 

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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