“Illuminiamo le periferie del mondo”. Al via la nuova rete delle associazioni

articolo 21 rete retiUn’ottima iniziativa, per la quale mi sento personalmente impegnato, ma ha bisogno di crescere e di ottenere molte altre adesioni. A quel tavolo  sono intervenuto anch’io, la foto era stata fatta prima 😉  (nandocan)

***da articolo 21, 11 aprile 2015 – Si è svolta venerdì 10 aprile presso la sede della Fnsi, alla presenza del segretario e del presidente Raffaele Lorusso e Santo Della Volpe, una riunione per dar vita ad una rete di associazioni con lo scopo di valorizzare temi e soggetti cancellati. Si chiamerà “Illuminiamo le periferie” e nasce con lo spirito di creare una positiva contaminazione tra sensibilità ed esperienze diverse. Associazioni e movimenti  – per la libertà di informazione, per la pace, per l’integrazione, per i diritti umani, per la legalità… – riuniti in una rete per lanciare campagne comuni e dare maggiore risonanza alle iniziative delle singole organizzazioni.
La rete si doterà di un sito internet che farà da punto di raccolta degli appuntamenti. Per questo si è costituito un primo coordinamento organizzativo composto da:
Valerio Cataldi (Comitato 3 Ottobre), Martina Chichi (Carta di Roma), Stefano Corradino (Articolo21), Daniela De Robert (Usigrai), Raffaella Della Morte (Ossigeno per l’Informazione), Fabio Michele D’Urso (I Siciliani Giovani), Norma Ferrara (Libera Informazione), Gian Battista Frontera (AssoProvider), Gian Mario Gillio (Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia), Andrea Iacomini (Unicef), Michele Formichella (Fnsi), Antonella Napoli (Italians for Darfur), Danilo Sinibaldi (Casagit), Paola Venanzi (Inpgi e Adepp).
Tra le associazioni che hanno aderito anche Amnesty International Italia, Il Mondo di Annibale, Rivista Confronti, Premio Lucchetta, Premio Roberto Morrione, Rivista San Francesco d’Assisi, Tavola della Pace.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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