Ilaria Bonaccorsi in Europa

Bonaccorsi_CivatiAvevo deciso di non votare più per i colleghi giornalisti, che una volta entrati in politica non mi hanno mai dato grandi soddisfazioni, ma credo che il suggerimento di Filippo Messineo meriti di essere preso in considerazione, per le buone ragioni indicate e anche perché possiamo stare tranquilli che chiunque nel Pd è sostenuto da Pippo Civati, come è il caso di Ilaria, non ha di certo ambizioni di carriera (nandocan).

 

****da Filippo Messineo, 20 maggio 2014 – Per le prossime elezioni europee, io voterò Ilaria Bonaccorsi.  ( Vedi http://www.ilariabonaccorsi.it/home/ilaria-bonaccorsi/ http://www.ilariabonaccorsi.it/home/materiali-ilaria-bonaccorsi/ http://www.ilariabonaccorsi.it/home/come-votare-ilaria-bonaccorsi/  ) Oltre che per la preparazione che le deriva, tra l’altro,  dalla sua specifica esperienza di giornalista e di direttrice del settimanale Left, ho scelto Ilaria perché voglio essere rappresentato da un candidato che :

  • lavori per politiche che favoriscano lo sviluppo di tutti i paesi, e si opponga alla rigida applicazione delle regole dell’”austerity” che hanno dimostrato tutta  la loro insensatezza
  • combatta , anche in Europa , accordi come le “larghe intese”
  • sappia “fare politica” con una “visione lunga” , valore assoluto della “Sinistra”

Ricordo che si vota solo domenica, dalle 7 alle 23 e che si possono esprimere sino a un massimo di 3 preferenze.  In tal caso ci deve essere la “diversità di genere”, cioè 2 candidati di un sesso e 1 dell’altro sesso . Es : 2 donne ed 1 uomo, oppure 2 uomini ed 1 donna. Nel caso di 1 o 2 candidati soltanto, vale qualsiasi combinazione ( es. : 2 donne, 1 uomo ed una donna, etc. )

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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