Il voto per i “compiti a casa”. I Tg di martedì 17 maggio

Il voto sarebbe quello dell’Europa che concede 14 miliardi di flessibilità  per  premiare “la crescita di credibilità dell’Italia”. L’ “osservatorio” di Alberto Baldazzi aggiunge il suo voto sui tg: bene quelli RAI che riprendono la soddisfazione di Renzi, male “le cassandre” di Mediaset che temono per la legge di stabilità. Tranne, s’intende,  il nuovo e più moderato Tg4 di Cecchi Paone che “parla di splendida notizia per tutti”. Io mi limito ad approvare Mentana quando registra semplicemente un dato di fatto: “nessun paese europeo ha mai ricevuto tanta flessibilità”. Vedremo che cosa ne saprà fare il governo e se non servirà soltanto a rinviare la riduzione del debito (nandocan).

***di Alberto Baldazzi – Non sarà propriamente grazie ai “conti” del Paese, e forse l’atteggiamento conciliante dell’Europa ha a che fare con la complessiva crescita della credibilità dell’Italia. Sia come sia, i Tg registrano, quasi tutti in apertura, la concessione di 14 miliardi di flessibilità nel Bilancio dello Stato 2016. Doppio titolo per Tg1, mentre tutte le testate riprendono la soddisfazione “a caldo” di Renzi. Dopo tanto scetticismo, spazio a destra alle cassandre che, come riportano fin dai titoli i Tg Mediaset, paventano una vendetta europea sulla prossima legge di stabilità. I numeri della giornata si arricchiscono delle nuove proiezioni Istat su Pil e occupazione: dati non esaltanti ma, certo, di segno positivo. Tg4 parla di “splendida notizia per tutti”, mentre Tg La7 mette in evidenza le parole con cui i vertici della Commissione hanno accompagnato le anticipazioni sull’ok alla flessibilità: “Nessun paese europeo ne ha mai ricevuta tanta”.

Di tutt’altro tenore l’altra notizia che viene dall’Europa: l’accusa della Corte di Strasburgo all’Italia per non aver adeguatamente protetto la salute dei cittadini di Taranto dall’inquinamento dell’Ilva e di non aver garantito i diritti della difesa di Amanda Knox nella fase delle indagini preliminari. In apertura su Tg3, e nei titoli su tutti tranne Studio Aperto. Un “doppio schiaffo” secondo Tg La7, tutto ciò nel giorno in cui esordisce a Taranto il maxiprocesso contro l’Ilva che vede più di 1.200 parti civili e sul banco degli imputati un’intera classe dirigente, industriale, amministrativa e politica.

I riflessi del caso Pizzarotti risuonano nel dibattito parlamentare sulla tanto attesa regolamentazione dei partiti politici. Nei titoli per Tg5 lo scontro tra Pd ed M5S che rigetta le istanze di democrazia interna propugnate dal relatore Richetti. Servizi sulle maggiori testate.

Le dure accuse sollevate dal cardinale Bagnasco contro la legge sulle unioni civili, presenti nei titoli su tutti, danno fiato alle posizioni della destra e mettono in difficoltà soprattutto i centristi. Anche in questo caso siamo portati a citare Mentana che commenta che, così come la legge sul divorzio non ha distrutto la famiglia, altrettanto avverrà per la legge sulle unioni civili, malgrado gli anatemi della Cei.

Per gli esteri da segnalare la forte attenzione di tutte le testate (nei titoli per Tg1, Tg3 e Tg La7) sulla settimana di scioperi e contestazioni in Francia contro il progetto governativo di nuova regolamentazione del mercato del lavoro. Tg La7 è il solo a titolare sulla proposta di Al Sisi di assumere un ruolo di forte mediazione tra palestinesi ed Israele, con l’obbiettivo di una pacificazione.

Tg3 e Tg5 approfondiscono la questione dei voucher, mettendo in evidenza come al di là della finalità originaria di più corretta regolamentazione del lavoro, per molti sono divenuti una facile formula per occultare il lavoro nero.

Il destino infausto dei tantissimi profughi ricacciati ed imbottigliati in Turchia è oggetto dell’odierno approfondimento del Tg2.

Concludiamo sul tema diritti. O tempora o mores, si potrebbe dire assistendo, ad esempio, all’apertura che Studio Aperto dedica alla giornata mondiale contro l’omofobia. Titoli e servizi per tutti gli altri, che riprendono il forte intervento del Presidente Mattarella. In un Paese in cui i casi di omofobia non sono certo rari, i Tg di serata supportano il nostro amor proprio segnalando come l’omosessualità in 13 paesi sia ancora punita con la pena di morte. Tg4 dedica uno speciale da studio di circa 30 minuti affrontando gli aspetti delinquenziali e sottoculturali del fenomeno.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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