Il record delle fibrillazioni – Tg di martedì 25 giugno

L’affermazione non è di qualche giornalista sportivo, ma dell’inquilino del Colle, attento cronista, oltre che censore e fustigatore di un quadro politico alquanto storto e difficile da raddrizzare. Dopo che la canea del Pdl si è scatenata contro la magistratura a difesa del Capo condannato a sette anni per concussione e prostituzione minorile – ma implicitamente anche contro il governo, perchè da Palazzo Chigi non giungerebbe la doverosa solidarietà al Cav – il monito odierno di Napolitano  (apertura per Tg 2 e Tg 5, alto su Tg 3 e Tg 1) per la stabilità dell’attività di governo riceve attacchi diretti dagli stessi soggetti che continuano ad abbaiare, minacciando anche di mordere.

 I Tg Mediaset corrono lancia in resta in soccorso del Berlusconi disarcionato dal Tribunale di Milano. L’editoriale di Giovanni Toti su Studio Aperto (bissato da Tg 4) è patetico, non perché difende il Capo, ma per come lo difende. Il servizio di Tg 4, che compara i sette anni comminati al Signore di Arcore alle condanne di noti delinquenti  comuni o comunque autori di reati gravissimi tutte di entità inferiore, suona più come una richiesta di clemenza che come le bibliche trombe in grado di abbattere le mura del fortilizio della mala giustizia. Su tutti troneggia la sagoma di Giuliano Ferrara, animatore della manifestazione filo Silvio “Siamo tutti puttane” di questa sera a Piazza Farnese.

Mentre scriviamo Letta è a colloquio proprio con Berlusconi ( apertura per Tg 1, Tg 3 e Tg 4); tra gli argomenti: i provvedimenti sul lavoro giovanile del Cdm di domani, ma certamente anche la tenuta della maggioranza, secondo Cicchitto & C “picconata” dai giudici. Ma i problemi non soni tutti qua. Brunetta “ride” delle indiscrezioni sul semplice rinvio di tre mesi sull’Iva (apertura su Tg 3), ma anche gli F 35 rischiano di bombardare il governo: alto per tutti, addirittura apertura per La 7. Nel dibattito soprattutto interno al Pd sul rinvio o meno dell’acquisto o meno dei caccia bombardieri strategici. Lo stesso Mentana interviene in un editoriale a braccio, schierandosi per un ripensamento. La maggioranza ( ed il Pd) cercheranno una mediazione in nottata, auspice Epifani che incontra i suoi parlamentari.

Grillo non lascia e raddoppia la dose di improperi ai giornalisti, proponendo lo status di “press free” per i palazzi del Parlamento che così sarebbero immuni dai “nemici che ti ascoltano”: forse sarebbe meglio tacere, che tappare le orecchie alla stampa. Il più adirato appare il Tg3. A proposito di rapporti tra politica e stampa, l’eurodeputato Pdl Baldassarre, che non sapendo cosa rispondere ad una troupe olandese decide di malmenarla, non ha fatto certo una bella figura e si è scusato senza riuscire a scusarsi ( se ne occupano ampiamente Tg 3 e Tg la 7). Sarebbe troppo pretendere che un giorno lo faccia anche Grillo.

Le 41 società calcistiche, “visitate” dalla Guardia di Finanza in un’indagine su associazione a delinquere ed evasione fiscale, conquistano titoli su tutte le testate. 

Concludiamo con uno scoop – così ci viene presentato e ci appare – di Mentana su un traffico di giovani romeni adescati per il piacere di alti prelati del Vaticano. Tg La 7 mostra la copia della denuncia fatta da un sacerdote sospeso a divinis che fa nomi e cognomi. Il tutto sarebbe convalidato dalla testimonianza di uno dei più stretti collaboratori di Papa Francesco. Oportet ut scandala eveniant.

Lorenzo Coletta

 

Dati Auditel dei Tg di lunedì 24 giugno 2013 

Tg1 – ore 13:30 3.658.000, 20.85% ore 20:00 4.812.000, 23.19%.
Tg2 – ore 13:00 2.847.000, 17.56% ore 20:30 2.485.000, 10.54%.
Tg3 – ore 14:30 1.931.000, 12.64% ore 19:00 2.016.000, 14.03%.
Tg5 – ore 13:00 3.224.000, 19.75% ore 20:00 3.380.000, 16.22%.
Studio Aperto – ore 12:25 2.355.000, 18.39% ore 18:30 936.000, 8.17%.
Tg4 – ore 14.00 510.000, 3.05% ore 18:55 767.000, 5.38%.
Tg La7 – ore 13:30 799.000, 4.55% ore 20:00 2.050.000, 9.66%.

Fonte: http://www.tvblog.it

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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