Il pasticcere che ha denunciato il corrotto

***di Massimo Marnetto, 12 maggio 2015 – Lettera aperta al
Presidente della GESAP Spa Fabio Giambrone, (ufficiostampa@gesap.it)

le scrivo in relazione alla notizia di stampa (Il Fatto Quotidiano del 12 Maggio 2015), che riporta la volontà della Gesap – società di gestione degli spazi dell’aeroporto di Palermo – di non concedere il rinnovo della autorizzazione al pasticcere Santi Palazzolo, per poter continuare a svolgere la propria attività nell’aeroporto.

Come è noto, Santi Palazzolo ha ricevuto la solidarietà di tutte le associazioni e i cittadini impegnati contro la corruzione, per aver smascheraIto e fatto arrestare il vice presidente della Gesap, Roberto Helg, mentre intascava una tangente.

Il coraggio di Santo Palazzolo gli è valsa la solidarietà di tutta l’Italia. E siamo in tanti, anche ora, a chiedere che possa continuare a svolgere la sua attività, anche in considerazione del beneficio d’immagine che ha portato all’intera Sicilia, valorizzando con il suo gesto le tante persone oneste che la onorano

Presidente Fabio Giambrone,
con questa lettera aperta – rivolta a giornali nazionali, a corrispondenti esteri e inviata all’attenzione della Presidenza della Repubblica – chiediamo che la Gesap consenta al pasticcere Santi Palazzolo di rimanere a lavorare negli spazi aeroportuali di Palermo, per farne una presenza da tutelare con orgoglio, come simbolo di onestà e rinnovamento, in netta discontinuità rispetto a personaggi loschi del passato, come l’ex vice presidente Helg.

Con impegno anti-corruzione,

Massimo Marnetto
Libertà e Giustizia di Roma

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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