Il golpe e i fuochi d’artificio – I Tg di mercoledì 3 luglio

Proteste Egitto

 Tanta carne al fuoco nei Tg di serata, ma il piatto principale è la “diretta” da Piazza Tahrir dello strano golpe militare accompagnato dall’entusiasmo di milioni e milioni di egiziani nella Capitale e nelle maggiori città. Enrico Mentana da giorni “apre” il suo Tg sull’Egitto, e già nel pomeriggio era in straordinaria.

Alle 20 manda in onda un mezzo miracolo: tenere viva l’attenzione sulla base delle sole agenzie, dell’immagine fissa dalla piazza della adunata festosa e oceanica e della sua voce. Il risultato è, comunque più che dignitoso e dimostra che la preparazione e il mestiere possono almeno in parte sopperire la carenza di mezzi, inviati e corrispondenti. “Mai visto un golpe salutato dai fuochi d’artificio”: questo uno dei suoi commenti più efficaci. Sui Tg Rai Marc Innaro ha fatto gli straordinari, intervenendo più volte in diretta con una sorta di cronaca minuto per minuto a partire dal Tg 3 delle 19 e per chiudere con il Tg 2 alle 21. Approfondita è l’analisi dell’imbarazzo degli Stati Uniti – storici finanziatori dell’esercito egiziano – di fronte a un golpe “morbido”, ma che comunque rappresenta sempre una rottura di un percorso democratico. Una buona copertura guarnita dal tentativo di spiegare situazioni e relazioni assai complesse tra laici, militari e Fratelli Mussulmani.

Anche i Tg  Mediaset “aprono” sui militari che estromettono il presidente Morsi ad un anno dal suo insediamento seguito ad elezioni democratiche, e dopo mesi di tensioni per la deriva confessionale del suo governo. Le coperture per Cologno Monzese sono solo da studio, e lo spazio è più limitato. Usciamo per un attimo  dal  recinto dei nostri consueti Tg per segnalare come Rainews24 ha ben seguito le ultime ore in Egitto con l’inviata Lucia Goracci, e che chi anche  in nottata  si vorrà tenere aggiornato potrà contare proprio sulla allnews pubblica. Una disattenzione non di poco conto ha caratterizzato, comunque, l’informazione televisiva: mentre nei siti è in evidenza la notizia degli stupri ripetuti avvenuti anche nel perimetro di Piazza Tahrir con decine di donne “vittime collaterali” della tensione tra laici e fratellanza musulmana, a questo i Tg non fanno cenno. Un’ ultima notazione: dall’Italia nessun commento. Niente dalla Farnesina, niente dalle forze politiche o dal governo.

Abbiamo tempo solo per segnalare che il nostro continua ad essere il Paese dei conflitti istituzionali, veri o presunti.

La Consulta nel tardo pomeriggio ha castrato la riforma delle province votata a fine 2012, ricordando che nei casi di modifiche rilevanti nell’organizzazione dello Stato un decreto legge risulta uno strumento ben misero. La notizia è da studio su Tg 5. Tg 1 e Tg2.

Quello tra il Consiglio Superiore di Difesa presieduto da Napolitano e il Parlamento forse vero conflitto non è, ma siccome riguarda la politica finisce con animare le scalette dei Tg Rai, Tg 5 e TgLa7. L’oggetto del contendere? Chi decide sull’acquisto o meno degli F 35. In ultimo il conflitto Fiat-Fiom che segna un punto definitivo a favore del sindacato di Landini ; l’articolo 19 dello Statuto dei Lavoratori che ha permesso a Marchionne di escludere i metalmeccanici della Cgil dalla presenza all’interno degli impianti del Lingotto, è incostituzionale. Anche un sindacato che non firma un determinato contratto ha il dirittto, se ha iscritti, a svolgere attività nei luoghi di lavoro dove quel contratto si applica. Va segnalato che in questo caso la Fiat aveva utilizzato uno strumento di legge che precede la riforma Fornero e le polemiche dell’ultimo anno.

La grande soddisfazione di Letta ( intervistato da Tg 1) per  il “premio” ottenuto dal Paese per aver fatto i compiti a casa è alta per tutti e riproposta senza se e senza ma soprattutto dalle testate Mediaset. Qualche interrogativo in più per le altre, soprattutto per Tg la 7.

Sel, proposto come acronimo di “Sodomia e Libertà” da un non simpatico parlamentare leghista, ha dato il via alla baruffa alla Camera e compare nei titoli di La 7 e nei servizi della Rai, mentre non interessa Studio Aperto, Tg 4 e Tg 5, più che altro, non è ritenuto utile riferirne.

Le allegre spese degli allegri consiglieri regionali della Campania (più di cinquanta gli indagati) sono riprese da tutti: Tg 1 coglie l’occasione per ricordarci cosa è successo, e non solo in Campania, nell’anno di Regionopoli inaugurato la scorsa estate dal laziale “Er Batman”. 

Alberto Baldazzi

 

Dati Auditel dei Tg di martedì 2 luglio 2013

Tg1 – ore 13:30 3.663.000, 21.55% ore 20:00 4.045.000, 21.15%.
Tg2 – ore 13:00 2.705.000, 16.56% ore 20:30 2.259.000, 10.43%.
Tg3 – ore 14:30 1.654.000, 11.15% ore 19:00 1.374.000, 10.85%.
Tg5 – ore 13:00 3.191.000, 19.46% ore 20:00 3.038.000, 15.94%.
Studio Aperto – ore 12:25 2.562.000, 20.65% ore 18:30 712.000, 7.55%.
Tg4 – ore 14.00 522.000, 3.25% ore 18:55 742.000, 5.87%.
Tg La7 – ore 13:30 571.000, 3.37% ore 20:00 1.305.000, 6.81%.

Fonte: http://www.tvblog.it

 

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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