Il conflitto di interessi in calendario a fine settembre all’assemblea di Montecitorio: ci sarà un nuovo rinvio?

conflittointeressi4Io temo proprio di sì (nandocan)

***da articolo21.info, 16 settembre 2014 – La commissione affari costituzionali della Camera dovrà lavorare a tappe forzate se vorrà rispettare l’impegno di calendario che prevede l’esame in Aula della legge sul conflitto d’interessi per la fine di settembre. La richiesta proviene dal M5S ma i testi in discussione sono ben quattro: Bressa (PD), che riproduce la proposta elaborata nella XV legislatura, Civati (PD) Fraccaro (M5S) e Tinagli (Scelta civica). Il dato positivo è rappresentato dal fatto che i testi non sono troppo diversi tra di loro. Purtroppo nonostante questo positivo elemento la Commissione non ha fatto grandi passi avanti. Ora, anche in considerazione degli impegni d’aula, si riprende il lavoro parlamentare in prima commissione e domani alle 15  verranno ascoltati alcuni professori tra i quali Zaccaria e Pertici. Gli stessi professori hanno condotto un gruppo di lavoro di Astrid e di Articolo21 che si è concluso ai primi di giugno con la partecipazione di numerosi professori universitari, parlamentari ed esponenti del Governo.

Il testo presentato al seminario introduce un sistema di prevenzione dei conflitti di interessi che nascono dalla presenza in capo alla stessa persona di interessi economici privati e interessi pubblici da perseguire in ragione della carica ricoperta. In questo modo si cerca di rispondere all’assenza in Italia di una normativa in merito, la c.d. “legge Frattini” prevedendo un sistema del tutto inefficace come sottolineato anche dalla “Venice Commission” (parere no. 309/2004 del 13/06/2005).Il sistema previsto si basa sulla c.d. “incompatibilità concreta e controllata”, per cui, premesso che per tutti i titolari di cariche pubbliche deve essere assicurata la assenza di interessi economici in grado di condizionarne il mandato, gli strumenti di prevenzione risultano differenti per le diverse cariche e in relazione alla diversa entità del conflitto, in tal senso assumendo un ruolo di rilievo anche l’Autorità preposta o anche una di quelle già esistenti.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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