I Tg di mercoledì 1 giugno

***di Lorenzo Coletta – Aperture una volta tanto differenziate per l’informazione di serata. A tener banco sulle testate Rai sono l’appello lanciato dal Presidente della Repubblica all’unità, sia nazionale che europea, nell’affrontare l’emergenza migranti, e il confronto tra la Cei ed il Ministero degli Interni sui limiti dell’accoglienza (apertura anche per Tg4). Allo scambio tra Monsignor Galantino ed Alfano si aggiungono le sparate di Salvini, che arriva ad accusare il segretario della Cei di essere “complice degli scafisti”. Noi evitiamo di commentarle.

Le problematiche dell’accoglienza, presenti su tutte le testate, sono da Tg La7 riassunte con questa formula: l’Italia fa il suo dovere, nonostante la mancanza di una “ricetta comune europea”. Buono il servizio del Tg3 dal Cara di Pozzallo sul destino dei tanti profughi minori non accompagnati arrivati negli ultimi giorni.

A quattro giorni dalle elezioni amministrative, la tensione resta alta in mancanza di elementi forti di confronto. Titolo per Tg1 e Tg5, apertura per Tg La7 che tratta dello scontro sugli 80 euro “restituiti”, argomento della scorsa settimana per Tg4, come dell’ “ultima lite elettorale” tra Grillo e Renzi. Sempre a proposito di M5S, nei giorni scorsi Fico, presidente della Vigilanza Rai, aveva lamentato il mancato rispetto della par condicio da parte del Tg1, definito da Fico il “Tg di Renzi”. L’intervista di oggi a Silvio Berlusconi (replicata in breve sul Tg2) sa di tentativo di recupero. Spazio alle amministrative anche su Tg2 e Tg5 , che si occupano dei candidati sindaci, rispettivamente, di Roma e Milano.

Titoli e servizi per l’inaugurazione del Tunnel del San Gottardo, il più lungo traforo ferroviario al mondo. Molta la retorica da parte dei leader europei presenti (Renzi, Merkel e Hollande) che elevano quest’opera a simbolo di una “Europa che rifiuta i muri”, anche se nei servizi – e con Mentana fin dai titoli – si sottolinea come l’opera sia, in realtà, di costruzione svizzera. Ma l’immagine è potente e piace.

Apertura solitaria per il Tg5 che dedica primo titolo e copertina alle falle della pubblica amministrazione incapace di pagare i crediti alle imprese. Si mantiene alta su Tg l’attenzione agli sviluppi sulla questione dei voucher.

Festeggiamenti anticipati su alcune testate (soprattutto su Tg4 e le testate Rai) per il 70esimo anniversario dal referendum che decretò la nascita della Repubblica Italiana. Tanti i servizi di approfondimento storico e le testimonianze di anziane donne che nel 1946, per la prima volta, poterono esercitare il diritto di voto (Tg4 vi dedica la seconda metà dell’edizione). Buono il servizio del Tg2 sul monumento del Vittoriano.

Le novità sul caso della ragazza uccisa e bruciata a Roma continuano ad occupare le aperture e i primi servizi delle testate più avvezze alla cronaca, e ottengono titoli anche sui Tg Rai. Titoli per i Tg delle 20 e Tg2 sulla morte del maresciallo dei carabinieri ucciso durante un’operazione antidroga in Sicilia.

Segnaliamo come questa notizia, diffusa attorno alle 17 sui quotidiani online, non era presente nelle scalette di quelli delle 19. 

Titoli per le testate Rai e Mediaset sul presunto vaccino contro i tumori sperimentato con successo nei centri di ricerca dell’Università di Magonza. Cecchi Paone si sofferma a lungo sulla notizia, parlando di “evento storico” per la medicina.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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