I professionisti dell’antimafia. I Tg di mercoledì 4 maggio

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Quando la lessi sul Corriere della Sera subito dopo che era stata scritta, quella frase di Leonardo Sciascia non mi convinse affatto. Eravamo all’inizio del 1987 e si attendeva la sentenza del maxiprocesso a Cosa nostra. Prendendo spunto da un libro sul processo Mori intitolato “La mafia contro il fascismo”, lo scrittore siciliano se la prendeva, sia pure indirettamente, con il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ed esplicitamente con il nuovo procuratore di Palermo Paolo Borsellino, che sarebbe stato secondo lui promosso senza meriti adeguati. Non mi convinceva perché prevedevo, come infatti avvenne, che quel titolo del Corriere e quelle considerazioni, al di là delle intenzioni di Sciascia, sarebbero state strumentalizzate per attaccare la magistratura proprio nel momento in cui si iniziava a reagire efficacemente al dominio di Cosa nostra. Non saranno quindi le indagini su Pino Maniaci a convincermi del contrario. Come quelle sul sindaco di Lodi Uggetti, proveranno eventualmente le colpe dei due personaggi in questione. E invito umilmente i colleghi che se ne occuperanno a non incoraggiare il cinismo, traendone conclusioni di carattere generale che finiscono quasi sempre per risultare assolutori. Verso una corruzione sistemica che deve al contrario essere combattuta con ogni mezzo da giornalisti, politici, magistrati e soprattutto insegnanti. E gli italiani onesti, che sono probabilmente la maggioranza, non si limitino ad allargare sconsolati le braccia.(nandocan)

***di Lorenzo ColettaIeri abbiamo scomodato Pasolini. Questa sera tocca a Sciascia introdurre le indagini che coinvolgono Pino Maniaci, storico conduttore di Teleiato ed icona del giornalismo antimafia, e che dimostrerebbero suoi tentativi di estorsione nei confronti di due sindaci. Lo sdegno e l’amaro in bocca sono trasversali, e la squallida vicenda è nei titoli per quasi tutte le testate.Tg3 e Tg La7 sottolineano che le minacce di cui Maniaci aveva dichiarato di esser stato oggetto non provenivano da Cosa Nostra, ma dal marito dell’amante. “Professionisti dell’antimafia”: con questo termine Sciascia si riferiva a quelli che, combattendo la mafia “a parole”, ne adottavano nel privato le stesse pratiche, come ricordano sia Tg5 che Tg La7. Mentana fa di più: a fine servizio allarga sconsolato le braccia.

L’intervento alla Camera del premier Renzi sul caso Lodi durante il question time ottiene le aperture di Tg3, Tg5, Studio Aperto e Tg La7. La posizione del presidente del Consiglio, che esclude qualsiasi ipotesi di “complotto giudiziario” in merito all’arresto del sindaco Pd Uggetti, cozza per qualche ora con alcune voci dell’area della maggioranza, tra cui spicca quella del membro laico del Csm Fanfani con la richiesta di verifica del procedimento, rientrata nel tardo pomeriggio. Lo scambio in aula tra il Premier e Cinque Stelle è, come al solito, assai duro. Ampio spazio sui Tg Mediaset alle intercettazioni che proverebbero le pressioni esercitate dal sindaco sull’assegnazione degli appalti per le piscine pubbliche.

In tema di annunci, l’ipotesi di inserimento di misure per la flessibilità pensionistica nella Finanziaria 2017, avanzata sempre dal premier durante il suo consueto appuntamento con i social, irrompe nei Tg 20 guadagnando l’apertura di Tg1 e Tg2.

Se “la parola del premier” è profusa ampiamente nelle aperture, i molti elementi della proposta avanzata oggi dalla Commissione Europea per affrontare l’emergenza profughi trovano, nel complesso, spazi limitati sulle scalette. Maggiore anche in questo caso quello alle staffilate di Renzi contro le politiche di chiusura dell’Austria, accusata di voler “coltivare la paura” (Tg4, Tg3, Tg1 e Tg La7); sono Tg3 e Tg La7 a entrare nel merito della proposta UE, che prevede anche multe da 250.000 euro a rifugiato per ogni paese che non accoglierà la sua quota. Sempre Tg La7 e Tg3 ci portano sulla tragica situazione di Aleppo, città bombardata “da tutti” (Tg3), con La7 che titola sull’accordo appena raggiuto tra Russia e Usa e che garantirebbe un unanime cessate il fuoco.

L’ “inarrestabile” (Tg5, Tg La7) ascesa di Trump, ormai de facto candidato repubblicano alle presidenziali 2016, ottiene titoli e servizi per tutti. Un’altra scalata, quella del leader leghista Salvini che, con la pubblicazione del suo primo libro, si annuncia di fatto la “nuova guida” del centrodestra invitando gli elettori FI ed ex FI ad abbandonare i “ruderi del passato”, ottiene l’attenzione delle testate Rai mentre non compare su quelle di Cologno Monzese.

A cinque giorni dall’arresto dell’uomo accusato dell’omicidio della bambina di Caivano, i disegni di Fortuna, comparsi e commentati nei giorni scorsi da quasi tutti gli esperti su Tg e programmi contenitori, scalano i titoli di Tg5 che ne discute a lungo con una psicoterapeuta. Ma gli eccessi di cronaca criminale si ripropongono anche su Tg4, che non sazio del nuovo “caso”, invita il direttore della rivista Giallo a commentare le “lettere hard” scritte dal carcere da Bossetti, al processo per l’omicidio Gambirasio.

Segnaliamo in chiusura due diversi tipi di “testimonianza”. La prima, presente su Tg4 e Tg1, di una ragazza yasida sfuggita all’Isis dopo mesi di barbara schiavitù. L’altra, dal film sulla vita di Edson Arantes do Nascimento, ragazzino delle povere favelas brasiliani che, grazie al suo talento, sarebbe divenuto celebre al mondo come Pelè.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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