Gli auguri dello scandalo

Un documento interno alla Commissione europea suggerisce come formulare gli auguri per le prossime feste facendo attenzione in particolare se il destinatario non è di fede cristiana. Non si dovrebbe fare riferimento a “genere, etnia, razza, religione, disabilità e orientamento sessuale”. Tra gli altri, il consiglio di sostituire l’augurio di “Buon Natale” con quello generico di “Buone Feste” ha fatto gridare allo scandalo i cristiani tradizionalisti e i partiti conservatori (nandocan)

***di Massimo Marnetto, 21 gennaio 2022

La UE vieta di citare il Natale negli auguri!” Vesti stracciate e scandalo per un niente, subito cavalcato dagli opportunisti nostrani. Infatti, chi abbia un minimo di esperienza lavorativa internazionale sa che gli auguri di Natale da anni sono formulati in modo laico, il corrispondente del nostro “Buone Feste”. L’intento è conciliante: evitare di escludere le poche persone di altre religioni, ma soprattutto i più numerosi non credenti.

Ora questa consuetudine non codificata è diventata una inutile raccomandazione di alcuni uffici europei e ha subito suscitato il riflesso pavloviano del catto-nazionalismo identitario. Per queste fazioni gli auguri, le croci e altri simboli religiosi sono non negoziabili, mentre restano del tutto indifferenti verso le sofferenze dei poveri cristi che passano notti al gelo al confine europeo e che muoiono in mare; o verso chi rimane senza vaccino perché non può permetterselo a causa dei costi del brevetto.

Ecco, quando i simboli superano per importanza la fraternità verso gli altri, la religione si pietrifica in ateismo devoto. La forma più contundente di ipocrisia.

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