Giulietto Chiesa arrestato in Estonia. Perché?

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Giulietto Chiesa, dice una nota dell’agenzia ANSA, è stato rilasciato ieri attorno alle 22. Il giornalista ed ex europarlamentare ha ringraziato l’ambasciatore in Estonia Marco Clemente “per il suo intervento deciso e per la maestria professionale” . Sul suo blog Chiesa ha commentato il provvedimento come una “plateale violazione di tutte le norme di diritto nazionale, internazionale, europeo e mondiale”, un episodio “che dice fino a che punto la degenerazione fascista in Europa ha proceduto”. (nandocan)

***di , 16 dicembre 2014* – Giulietto Chiesa è stato arrestato dalle autorità estoni al suo arrivo a Tallin. Il giornalista ed ex deputato europeo era nella capitale estone per partecipare a una conferenza. Secondo la moglie, la giornalista Fiammetta Cucurnia, che ha dato notizia all’ agenzia di stampa Agi, si tratta di un fermo di 48 ore che anticipa l’espulsione dal Paese baltico. Chiesa è stato prelevato dalla polizia in albergo dove gli è stato comunicato che sarà espulso dal paese entro 48 ore.
Chiesa, ha spiegato la moglie, è partito questa mattina da Roma per Tallin dove è stato invitato a partecipare ad una conferenza dal titolo “La Russia è nemica dell’Europa?”. Terminata la conferenza, il programma di Chiesa prevedeva il rientro in albergo e quindi lo spostamento alla stazione ferroviaria per prendere un treno diretto a Mosca. Una volta rientrato in albergo, l’ex europarlamentare è stato però raggiunto dalla polizia estone che gli ha comunicato che era in “stato di arresto” e sarebbe stato “espulso entro 48 ore”. Alla domanda fatta ai poliziotti se avessero un mandato, a Chiesa – ha raccontato ancora la moglie – è stato risposto: “no, potrà sapere qualcosa una volta arrivati al Commissariato”. Strada facendo l’ex europarlamentare è venuto a sapere dagli agenti che lo accompagnavano al Commissariato che nei suoi confronti esiste un mandato di espulsione al ministero degli Esteri estone. Al momento Giulietto Chiesa si trova al Commissariato di polizia di Tallin.

Da tempo Giulietto Chiesa sta contestando alcune ricostruzioni rispetto alla crisi che oppone la Russia all’Ucraina rispetto alla crisi in Crimea e  sulle responsabilità per l’abbattimento del Boeing della Malaysia Airlines nell’est dell’Ucraina, la zona di conflitto.

Più volte sono state assegnate responsabilità dell’abbattimento ai filo russi. Chiesa aveva spiegato come le chiavi del mistero della vicenda che lui definisce «Ustica ucraina» siano saldamente nelle mani del governo di Kiev, che potrà decidere se tenerle per sé. I risultati delle indagini sui resti del Boeing della Malaysia Airlines abbattuto il 17 luglio sul quadrante sudorientale dello spazio aereo ucraino sono segreti e potranno rimanere tali a discrezione di alcuni paesi interessati, tra cui la stessa Ucraina.
“La clamorosa rivelazione è rimasta sotto traccia per diverse settimane – aveva dichiarato al Premio Ilaria Alpi in un dibattito Giulietto Chiesa –  nonostante ne avessero già parlato diverse insospettabili fonti ucraine, tra cui l’Agenzia Interfax-Ucraina e l’agenzia filogovernativa UNIAN. I grandi media occidentali non l’hanno ripresa”.

Alla base del fermo e dell’espulsione di Giulietto Chiesa, probabilmente, anche gli ottimi rapporti diplomatici tra Estonia ed Ucraina e le difficoltà di rapporti dello Stato con la Russia. Al di là delle idee e degli interventi e articoli di Giulietto Chiesa Articolo21 ritiene che il suo fermo in Estonia sia un atto illiberale nei confronti di un giornalista.

*da articolo21, il grassetto è di nandocan

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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