Germania, 300 morti in un giorno. Merkel, «sistema sanitario al collasso». Quarta ondata sull’Europa

da Remocontro, 7 dicembre 2021

Austria e Germania, record contagi: «Il sistema sanitario tedesco verso la catastrofe». Con 294 decessi in un giorno la Germania è nel pieno della quarta ondata. La cancelliera Merkel chiede uno sforzo per le restrizioni, mentre i Laender introducono il “green pass 2G”(accesso consentito solo a vaccinati e guariti)Record di contagi in Austria, Germania e Repubblica Ceca. Quarta ondata: in tutto il mondo il Covid rallenta (-4%), in Europa accelera (+10% per i più numerosi testi di diagnosi).

Italia, tasso di positività salito all’1,9 (ieri 1,1). L’Alto Adige rischia l’arancione e di dire addio alla stagione dello sci. In Friuli Venezia-Giulia pieno il 14% delle terapie intensive. 

posti letto di Terapia intensiva Covid all’Ospedale Umberto I di Roma

L’addio di Merkel nella tragedia

«La situazione della pandemia è drammatica» dice Angela Merkel ai suoi ultimi giorni da cancelliera, dopo l’ennesimo record di nuovi contagi. Preoccupano soprattutto la Sassonia che registra un’incidenza di 742.2 casi su 100 mila abitanti e la Baviera dove scarseggiano medici e infermieri. Ogni stato federale adotta misure diverse, ma la scelta più diffusa è quella del ‘green pass 2G’ che sta per vaccinati (geimpft) o guariti (genesen) togliendo la possibilità di ottenerlo con un tampone negativo. O addirittura 2G Plus per cui non basta essere guariti o vaccinati ma bisogna anche esibire un test negativo. Oltre alle possibili restrizioni, due sono le vie da percorre per Angela Merkel, in merito al vaccino: procedere rapidamente alle terze dosi di vaccino e far comprendere che “non è mai troppo tardi per la prima dose“.

Oggi il Bundestag dovrebbe varare il piano anticovid della nuova maggioranza.

Il virus sul fronte del Brennero

Anche l’Austria registra il picco di contagi con 14.416 nuovi casi, a preoccupare, in particolare, la zona di Salisburgo. Il governo discuterà, possibilmente venerdì, di ulteriori misure per contenere il diffondersi del Covid, fra le ipotesi ci potrebbe essere quella dell’introduzione di un lockdown generale, chiesto da più parti, dopo che pochi giorni fa è stato introdotto un lockdown per i soli non vaccinati. Questa misura potrebbe essere indirizzata solo alle regioni con l’incidenza più alta, al momento Salisburgo e l’Alta Austria, o all’intero Paese. Fra le altre ipotesi sul tavolo potrebbe esserci il coprifuoco notturno.

Allarme anche a casa nostra

Sono 10.172 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, in forte aumento, secondo i dati del ministero della Salute, ieri erano stati 7.698, e 72 le vittime in un giorno. Ieri erano state 74. I numeri dell’epidemia tornano indietro di mesi. L’ultima volta che è stata superata la soglia dei 10mila casi era l’8 maggio, quando sono stati registrati 10.176 casi e le vittime erano state 224 (oggi sono 72). In quanto ai ricoveri le terapie intensive sono 5 in più (ieri +6) con 39 ingressi del giorno, e salgono a 486, mentre i ricoveri ordinari sono 90 in più (ieri +162), 4.060 in totale.

Tamponi per non vaccinati e terapie intensive

684.710. i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia. Il tasso di positività è all’1,9%, in aumento rispetto all’1,1% registrato ieri. Sono invece 486 i pazienti in terapia intensiva in Italia, 5 in più rispetto a ieri. Gli ingressi giornalieri sono 39. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 4.060, 90 in più rispetto a ieri.

I numeri di avvertimento

Sono 127.085 gli attualmente positivi al Covid in Italia, 3.689 in più nelle ultime 24 ore. Dall’inizio della pandemia i casi totali sono 4.883.242, i morti 132.965. I dimessi e i guariti sono 4.623.192, più 6.406 rispetto a ieri.

Il vero regalo di Natale

Prima delle festività natalizie saranno allestiti dei centri vaccinali nei grandi supermercati della Lombardia, in modo che chi andrà a fare la spesa di Natale possa fare anche il vaccino. Così come sono state individuate un paio di stazioni della metropolitana dove effettuare le vaccinazioni. Per soddisfare le richieste, i centri vaccinali lavoreranno anche nel periodo natalizio: a dicembre si viaggerà a una media di 30 mila inoculazioni al giorno, a gennaio si punta a 40 mila.

Mai così pochi casi di Hiv in Italia, ma non è una buona notizia

Diagnosi dimezzate nell’anno della pandemia: così il ritardo nella scoperta del virus alimenta i contagi sommersi e diminuisce le probabilità di guarigione con le terapie antivirali. Lockdown e restrizioni, con la diminuzione delle relazioni sociali e anche dei rapporti sessuali. Ma calano soprattutto, quasi bloccate, le diagnosi. Che significa far correre di più l’Aids (in maniera sommersa) e veder aggravare i pazienti che ne sono affetti (visto che non iniziano le cure con gli antivirali).

Purtroppo sei su dieci nuove diagnosi di Hiv vengono identificate in ritardo, denuncia l’Istituto di sanità, cioè in persone con una situazione immunitaria gravemente deficitaria, o addirittura già con sintomi di Aids

Articoli recenti:

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: