Gas e atomo, Europa divisa. Italia, furberie nucleari

da Remocontro, 19 gennaio 2022

Il gas e il nucleare tra le energie di transizione verso la ‘neutralità carbone’? Come arrivare alla promessa riduzione delle emissioni di Co2 e polveri varie delle centrali alimentate ancora con l’inquinantissimo carbone?
In attesa del futuro verde e di un pianeta climaticamente sano oggi la cosiddetta “tassonomia europea” (splendido modo per non farsi capire), «per indirizzare gli investimenti verso le energie durevoli» (l’attenuazione del cambiamento climatico, dal trasporto marittimo alla costruzione di auto).
Decisione attesa per il prossimo 18 gennaio, ma i 27 sono divisi sulla ‘tassonomia verde’.

Il nucleare tedesco chiude

Prezzi combustibili alle stelle e virtù ambientali

I 27 dell’Ue, in preda al panico per l’aumento del prezzo dell’energia, devono mettersi d’accordo sul destino del gas naturale e del nucleare. Per ora hanno definito 6 ‘obiettivi ambientali’, e col 2022, per avere ‘finanziamenti verdi’ Ue, dovrà essere rispettato almeno uno di questi obiettivi. Assieme al principio ‘do not harm’ (non nuocere) per gli altri 5, prova a spiegare Anna Maria Merlo. «Obiettivo ‘riorientare gli investimenti’, visto che oggi solo il 2% dell’economia europea rispetta i criteri dell’eco-sostenibilità».

Sul nucleare Europa (e mondo) divisa

La Francia, che dal 1° gennaio ha la presidenza semestrale Ue, guida uno schieramento di una dozzina di paesi (molti dell’est) che intendono inserire il nucleare nella ‘tassonomia’, almeno come ‘energia di transizione’. Ma l’Austria minaccia di denunciare la Commissione se il nucleare passa nella tassonomia. Anche Irlanda e Lussemburgo sono molto ostili, e alla Cop26 di Glasgow c’è stata una coalizione tra questi stati con Danimarca e anche Spagna contro il nucleare. Vi ha aderito anche la Germania, che sta per uscire da questa fonte di energia. In Belgio, dove il 40% dell’elettricità deriva dal nucleare, i diversi partiti al governo si sono messi d’accordo per prendere una decisione definitiva a marzo, quando potrebbe venire approvata la chiusura di 7 reattori entro il 2025.

L’Italia -scopriamo – non è contro il nucleare, con bel due referendum popolari buttati al vento.

Francia atomica ed Est a gas

L’Onu -pensate-, suggerisce di escludere, oltre al nucleare, il gas dalla lista delle energie durevoli e sostenibili. Sul gas, c’è uno schieramento di una decina di paesi dell’est che preme per considerarla un’energia di transizione indispensabile per uscire dal carbone. La Germania è in bilico sulla questione del gasdotto North Stream 2, che è in attesa dell’approvazione del regolatore (forse addirittura a giugno). E Macron cerca un’intesa con Scholz: «sì al nucleare, che permette “sovranità” europea, in cambio di un via libera, sotto condizioni, al gas, che comporta dipendenza da paesi a rischio, a cominciare dalla Russia», sottolinea il manifesto.

Germania denuclearizzata

Scadenza Capodanno poi i tecnici delle sale di controllo scollegheranno dalla rete elettrica metà delle centrali atomiche della Germania. Fuori servizio per sempre gli impianti «pericolosi e inutili» di Gundremmingen (Baviera), Grohnde (Bassa Sassonia) e Brokdorf (Schleswig-Holstein). Le rinnovabili permettono alla Germania di generare equivalente alla produzione di quattro centrali nucleari che vende ad Austria, Norvegia e perfino alla Francia in deficit di Watt nonostante i 56 impianti atomici in funzione.

Berlino dopo il disastro Fukushima

Berlino procede verso l’uscita dal nucleare come deciso all’indomani del disastro di Fukushima. Entro 12 mesi la chiusura degli ultimi tre impianti nucleari operativi: Emsland, Neckarwestheim e Isar-2. Seguirà lo smantellamento dei reattori che durerà almeno vent’anni e lo smaltimento che invece sarà praticamente infinito.

Enigma scorie

L’eredità della sola centrale di Gundremmingen corrisponde a 89 mila tonnellate di rifiuti radioattivi prodotti dal 1967, di cui un ottavo non potrà essere riciclato. Si aggiungono alla montagna di 28.000 metri cubi di scorie da seppellire nell’«Endlager», una miniera di sale o granito in grado di contenere ciò che resta del programma nucleare 1962-2022, che il governo non ha ancora trovato. Italia campione sul problema scorie del suo vecchio e piccolo nucleare ancora in attesa di una qualche soluzione. «La Sogin e i fantasmi»: una società pubblica creata per liquidare il nucleare italiano, come da referendum popolare, e tempi infiniti nel farlo con sospetti sulle vere intenzioni dell’apparato industriale nucleare che preme alle spalle e dentro la società che doveva aver già finito tutto e non è neppure a metà strada.(https://www.remocontro.it/2015/11/17/pasticcio-atomico-intrallazzi-nucleari/)

Sospetti nucleari italiani

L’atomo fuggente. Il presidente degli imprenditori italiani rilancia l’energia nucleare, Salvini si accoda e il ministro considera «concluso il suo lavoro», denuncia Legambiente. ‘Nucleare da rilanciare’ dicono assieme Confindustria e Salvini. E il ministro della ‘Transizione ecologica’, Roberto Cingolani? Zitto in casa, a Bruxelles si è espresso per l’inserimento dell’energia atomica nel futuro di Europa verde e ha dichiarato al Financial Times di non essere «un fan del nucleare ma dell’innovazione», precisando, però, che l’Italia dovrebbe considerare di ripristinarlo.

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: